Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  marzo 07 Martedì calendario

Player europeo obiettivo difficile

Carlos Tavares ha coronato una brillante carriera e ne ha iniziata un’altra: dopo il risanamento lampo della Peugeot punta a creare con Opel un «campione europeo». E a fondere con successo un’azienda francese e una tedesca.
Il rilancio di Peugeot ha visto in soli tre anni il passaggio dal rischio fallimento a un utile netto 2016 di oltre 2 miliardi di euro, grazie anche all’aumento di capitale sottoscritto dallo Stato francese e dalla cinese DongFeng. Il 58enne manager franco-portoghese tenta ora un’impresa quasi mai riuscita: unire un’azienda francese e una tedesca, tagliare i costi senza chiudere stabilimenti e «sfondare» nel mercato europeo. Insomma, è un po’ come se un atleta vincesse la gara di salto in alto alle Olimpiadi e chiedesse poi di alzare l’asticella per tentare il nuovo record del mondo.
Il primo successo, Tavares l’ha ottenuto ancor prima di cominciare: è riuscito infatti ad ottenere da Gm condizioni più vantaggiose del previsto: Peugeot investirà poco più di un miliardo di euro cash, conservando così un cuscino di liquidità più che soddisfacente (la posizione finanziaria rimarrà attiva per 5,7 miliardi dopo l’operazione) che garantisce flessibilità per «ulteriori opportunità di crescita profittevole all’estero». La prima occasione è la malese Proton, per la quale Peugeot ha presentato un’offerta d’acquisto in concorrenza con la cinese Geely.
Da punto di vista del mercato, non sarà facile gestire tre marchi – Peugeot, Citroen e Opel – che coprono con prodotti simili gli stessi segmenti sul mercato di massa. Tavares afferma che fra i marchi francesi e quello tedesco «non c’è sovrapposizione» e anzi Opel potrà aiutare il gruppo a sfondare in mercati che non apprezzano il made in France. In ogni caso, il manager ha già dimostrato di non temere un eventuale calo delle vendite: la stessa Peugeot lo ha subìto l’anno scorso riuscendo a migliorare la redditività.
Per ottenere questo risultato, l’impresa più difficile sarà dal lato dei costi. Un vantaggio di Peugeot è che il lavoro non comincia da zero: Peugeot e Opel collaborano già nel settore degli acquisti e hanno tre diverse cooperazioni di prodotto, la prima delle quali (il crossover Opel Crossland X) farà il suo debutto oggi al Salone di Ginevra. Secondo il direttore finanziario Jean Baptiste de Chatillon i maggiori risparmi verranno proprio dagli acquisti; un po’ dalle spese di vendita e amministrative, mentre un’altra fetta consistente dovrà arrivare da ricerca e sviluppo, investimenti e produzione, con la graduale messa in comune di tutte le piattaforme.
Per quanto riguarda la difficoltà di gestire un’azienda tedesca da Parigi, Tavares è stato attentissimo – fin dai contatti “politici” avuti prima della firma – a sottolineare due cose: che gli impegni di Opel e Vauxhall con i sindacati verranno rispettati; e che il piano di rilancio di Opel «è un piano di Opel e verrà gestito da Opel». In questo senso va anche la decisione di lasciare al volante dell’azienda Karl-Thomas Neumann, il manager tedesco che ha guidato gli ultimi tentativi di rilancio della gestione Gm.
«Tranquilos!» ha risposto ieri Tavares a una giornalista di Madrid che chiedeva lumi sulla sorte delle tre fabbriche del nuovo gruppo in Spagna. E ha esposto la sua filosofia: «Chiudere uno stabilimento è semplicistico, ci sono tante cose che si possono fare per migliorarne l’efficienza; tutti avranno una chance per migliorarla». Ma ha avvertito che «alla Opel sanno che devono costruire un futuro sostenibile attraverso i risultati; questa è una competizione, e i risultati sono l’unica cosa che ci protegge». La sostanza è chiara: fino al 2020 tutti sono garantiti; da allora conteranno i risultati. Un corridore come Tavares, che passa i weekend in pista con il casco, sa che l’operazione Opel assomiglierà più alla Parigi-Dakar che a una gara di Formula Uno. Perfino i matrimoni andati a buon fine, come la stessa unione di Peugeot e Citroen (a metà degli anni 70), ci hanno messo decine di anni ad andare a regìme.