Corriere della Sera, 7 marzo 2017
Abitavano a Roma i più antichi Neanderthal d’Europa
In epoca preistorica l’uomo di Neanderthal aveva trovato rifugio dal Nord al Sud della penisola italiana, diffondendosi in gruppi nelle zone più adatte alla sopravvivenza. La testimonianza più antica dei suoi insediamenti in Europa è stata ora trovata presso Saccopastore e in altre località della Valle dell’Aniene, nei dintorni di Roma. Qui viveva oltre 250 mila anni fa, ben prima delle presenze rivenute a Fumane in Veneto, a Toirano in Liguria o nella grotta di Altamura in Puglia.
Già tra il 1929 e il 1935 erano stati individuati nella valle romana due crani le cui origini venivano fatte risalire a 125 mila anni fa, conservati al Museo etnografico Luigi Pigorini. Da allora, a varie riprese, gli studi sono continuati fino alle ultime ricerche condotte con esperti di diversa estrazione (geologi e paleontologi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia Ingv, dell’Università La Sapienza e dell’ateneo americano di Madison-Wisconsin), che hanno consentito una revisione profonda delle passate conclusioni.
A fornire la prova di un balzo verso un tempo più remoto, descritto ora sulla rivista «Plos One», è stato, in particolare, l’esame delle ossa fossilizzate di daini vissuti assieme ai nostri progenitori, al quale si sono aggiunte più approfondite valutazioni delle stratificazioni dei sedimenti geologici. «I resti della Valle dell’Aniene— nota Fabrizio Marra dell’Ingv, principale autore della ricerca – costituiscono la più antica evidenza diretta della presenza dell’uomo di Neanderthal sul continente europeo. Si aprono nuovi scenari sulle possibili tappe dell’evoluzione dell’uomo in Europa e sui flussi migratori attraverso il vecchio continente».
L’uomo di Neanderthal venne scoperto nel 1856 nella valle tedesca che gli ha dato il nome e da allora la sua esistenza è stata fonte di sorprese. Soprattutto per quanto riguarda la scomparsa, su cui sono state avanzate diverse ipotesi: dalle difficili condizioni climatiche a cui non seppe far fronte fino alla difficile interazione con l’ Homo sapiens arrivato dall’Africa. Ma probabilmente molteplici sono stati i fattori che hanno portato all’estinzione.
Di piccola statura (circa 160 centimetri i maschi) Neanderthal lavorava la pietra e lasciava tracce di una cultura più complessa che includeva forme d’arte e forse anche il rito dei morti. Inoltre, studiando i resti rinvenuti a Fumane vicino a Verona, si è costruito l’identikit di un neanderthaliano dai capelli rossi, arrivando a stabilire, oltre alla convivenza delle due specie, pure il fatto che le tracce del Dna della specie scomparsa sono rimaste nel nostro codice della vita.