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 2017  marzo 07 Martedì calendario

La Corea del Nord sfida il mondo. Lanciati 4 missili verso il Giappone

Qualche giorno fa la Corea del Nord aveva minacciato una rappresaglia in risposta alle esercitazioni militari congiunte di Corea del Sud e Stati Uniti. Ieri ha lanciato quattro missili balistici che hanno raggiunto circa mille chilometri di distanza a un’altezza di 260 chilometri. Secondo i dati diffusi dal ministro della difesa giapponese Tomomi Inada, alcuni di quei missili si sarebbero inabissati ad appena 300 chilometri dalle coste nordoccidentali del Giappone. «Una chiara violazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza Onu e un’azione estremamente pericolosa» ha commentato il premier Shinzo Abe di fronte al Parlamento. Anche il presidente facente funzioni della Corea del Sud Hwang Kyo-ahn ha immediatamente condannato i lanci definendoli «una sfida aperta alla comunità internazionale» e riconfermando che Seul avrebbe presto installato sul suo territorio il sistema antimissilistico statunitense Thaad che tanto fa infuriare la Repubblica popolare cinese.
Ma il Giappone ora si sente veramente minacciato. Narushige Michishita, direttore del programma di studi internazionali e sulla sicurezza di Tokyo, ammette che «il nostro sistema di difesa ha difficoltà ad abbattere più missili che viaggiano contemporaneamente». Inoltre la Corea del Nord ha ormai «raggiunto il livello di tecnica per montare testate nucleari sui missili a medio raggio», e ammette che le provocazioni di Pyongyang sono efficaci: «Se la Corea del Nord dovesse seriamente minacciarci con un attacco nucleare, faremmo un passo indietro. Nessuno sano di mente rischierebbe un attacco nucleare su Tokyo per difendere la Corea del Sud».
Nonostante le sanzioni Onu, dal 2006 il regno eremita ha condotto cinque test nucleari e decine di lanci missilistici. Persino Pechino ha recentemente sospeso le importazioni di carbone dalla Corea del Nord, segno evidente che anche la pazienza di quello che tradizionalmente è considerato l’unico alleato di Pyongyang è stata messa a dura prova. Le preoccupazioni internazionali aumentano di mese in mese anche se per il momento gli analisti sono concordi nel definire le tecnologie nordcoreane non in grado di colpire gli Stati Uniti.
Nel discorso di fine anno il leader nordcoreano Kim Jong-un aveva annunciato che il suo Paese stava preparando il lancio di prova per un missile balistico a lunga gettata, ma non pare questo il caso. Il mese scorso il segretario alla Difesa statunitense James Mattis aveva avvisato che un attacco nucleare agli Stati Uniti o a uno dei suoi alleati avrebbe scatenato una risposta «efficace e travolgente» e il presidente Trump ha definito la Corea del Nord «un grande problema». Il portavoce del ministro degli affari esteri cinesi, dal canto suo, ha invitato tutte le parti alla «moderazione» esortandole a «non fare nulla per irritarsi vicendevolmente per non peggiorare le tensioni regionali».