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 2017  marzo 04 Sabato calendario

Non solo insulti:
 gli incassi degli arbitri

Quanto guadagna un arbitro di Serie A? Innanzitutto, sappiate che in una partita del massimo campionato italiano molto spesso tra i 23 che stanno all’interno del rettangolo di gioco il direttore di gara è quello che guadagna di meno. Ma nonostante questo sono comunque ben remunerati tenendo conto che i fischietti italiani, a differenza dei colleghi britannici, portano anche avanti altre carriere professionali, spesso autonome (avvocati, commercialisti, assicuratori).
Detto ciò, va però fatto un distinguo fondamentale in quanto non tutti gli arbitri di Serie A guadagnano le stesse cifre. Infatti, la loro remunerazione annuale varia in base a tre fattori: l’anzianità di servizio, il numero e il tipo di gare dirette, e il ruolo che si è avuto in quella gara (Arbitro centrale, Addizionale o «Quarto uomo»). Andando nel dettaglio delle cifre al lordo delle tasse la prima differenziazione la troviamo nella quota fissa annuale che viene destinata alle «giacchette nere» della massima serie: si parte dai 45mila euro per i novizi della A fino ad arrivare agli 80mila degli internazionali. A questo «stipendio di base» si aggiungono poi i bonus per le singole presenze (quella che Pierluigi Collina, autore di questo sistema di suddivisione del «monte ingaggi», definì la parte meritocratica), ma anche qui ci sono delle cospicue variazioni da evidenziare. Infatti, un arbitro percepisce 3.800 euro più il rimborso spese (viaggio, vitto e alloggio in strutture convenzionate) per ogni partita diretta in Serie A, mentre in Coppa Italia il compenso cambia a seconda della fase del torneo in cui ci si trova, si va così dai circa mille euro per i turni iniziali ai 3.800 euro della finale (e della Supercoppa italiana), a cui si aggiungono sempre i rimborsi. Superiori invece i «gettoni di presenza» degli arbitri nelle competizioni internazionali dove si va da un minimo di 4.800 euro (prima fase) ad un massimo di 5.800 euro (finale) per gara. 
Ma, come detto, i bonus variano anche in base al ruolo che ricopre l’arbitro in occasione di un singolo incontro. Qualora venisse schierato da addizionale la sua remunerazione sarebbe di mille euro, mentre in qualità di quarto uomo ne riceverebbe 500, in ogni caso con rimborsi garantiti. Discorso a sé va fatto per i guardalinee che, oltre ad una quota fissa di 23mila euro l’anno, ricevono altri 1.000 euro per ogni partita di Serie A e dai 1.440 euro ai 1.740 euro per un match internazionale. Dunque possiamo dire che un arbitro di Serie A può arrivare a guadagnare oltre 200mila euro lordi l’anno più i rimborsi spese. Un «lavoro part-time» ben retribuito.