Libero, 4 marzo 2017
Ecco quanto guadagnano i parlamentari
Beppe Grillo non ha perso tempo. I dati con le dichiarazioni dei redditi 2016 di leader di partito, ministri, deputati e senatori sono da poco on line che il garante del M5s twitta: «Il mio reddito deriva dal mio lavoro da privato cittadino. Sono l’unico che con la politica ci ha rimesso e ne sono orgoglioso». Lo scorso anno, infatti, il comico genovese ha dichiarato un reddito imponibile di 71.957 euro. Cinque volte meno del 2015, quando il fondatore del M5s aveva dichiarato, complice anche la vendita di un immobile a Lugano, in Svizzera, un reddito di oltre 355mila euro.
Grillo nel 2015 ha incassato circa 30mila euro in meno rispetto ai “cavalli di razza” del Movimento, Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista (98.471 euro dichiarati da entrambi).
Tra i parlamentari, il “nababbo” è il senatore a vita Renzo Piano, nominato nell’agosto 2013 da Giorgio Napolitano. Il reddito imponibile 2015 «indicato dal fisco francese», si legge nella documentazione, «ammonta a euro 2.685.542 euro». Di questi, 403.826 euro sono stati guadagnati in Italia).
Nella squadra di governo, a sorpresa, il primo posto lo occupa la “rossa” Valeria Fedeli. La titolare dell’Istruzione, senatore del Pd, di professione «sindacalista» (nella Cgil), con i suoi 180.563 euro percepiti nel 2015 (quando era vicepresidente del Senato, carica che comporta un’indennità aggiuntiva) è il ministro più ricco. Completano il podio di Palazzo Chigi, staccati, i colleghi Dario Franceschini (Cultura) con 148.692 euro, e Anna Finocchiaro (Rapporti con il Parlamento) con 144.853 euro.
Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, che al momento della dichiarazione era ministro degli Esteri, nel 2016 ha denunciato un reddito da 109.607 euro. Il suo predecessore, Matteo Renzi, nello stesso anno ha dichiarato un reddito di 103.283 euro. Circa 5mila euro in meno di quanto denunciato l’anno precedente, quando il reddito era stato di 107.960 euro.
Sono sopra il tetto dei 100mila euro di reddito complessivo la maggior parte dei ministri: Pier Carlo Padoan, Economia (125.181, ma l’imponibile cala a 49.958 grazie a spese portate in detrazione per oltre 70mila euro per riscattare gli anni del corso di laurea in Economia conseguita alla Sapienza di Roma); Enrico Costa, Affari regionali (112.034); Graziano Delrio, Infrastrutture (104.273); Giuliano Poletti, Lavoro (104.432); Maurizio Martina, Politiche agricole (104.165, ma anche in questo caso il reddito imponibile scende a 46.750 euro per effetto di oneri deducibili pari a 56.991 euro); Angelino Alfano, Esteri (102.300); Carlo Calenda, Sviluppo economico (102.058).
Risultano sotto la soglia dei 100mila euro, invece, i titolari di Pubblica amministrazione (Marianna Madia, 98.816 euro); Giustizia (Andrea Orlando, 98.471); Sport (Luca Lotti, 98.471); Salute (Beatrice Lorenzin, 97.576); Difesa (Roberta Pinotti, 96.663); Interno (Marco Minniti, 92.237); Coesione territoriale (Claudio De Vincenti, 97.728) e Ambiente (Gian Luca Galletti, 97.631).
Maria Elena Boschi, attuale sottosegretario di Palazzo Chigi, ma all’epoca della dichiarazione ministro delle Riforme, nel 2016 ha percepito 96.571 euro.
La sfida tra i presidenti di Camera e Senato si risolve, come l’anno precedente, a favore di Pietro Grasso. Il presidente del Senato, infatti, nel 2016 ha dichiarato un reddito di 340.563 euro, mentre Laura Boldrini, numero uno di Montecitorio, si è fermata a 144.883 euro.
La documentazione patrimoniale sui componenti del governo offre anche uno squarcio sulla vita quotidiana dei ministri. Marianna Madia, ad esempio, ha acquistato una Fiat 500 «in permuta con Fiat Panda». Il collega Alfano, invece, è passato da una Daewoo Matiz del 1999 ad una Bmw F800 Gs adventure. Quanto a Poletti, ha ceduto la proprietà di una Peugeot 207, mentre Galletti ha rottamato una motocicletta 150 Kymko.
Tra i capigruppo, a Montecitorio il gradino più alto del podio lo occupa Giovanni Monchiero, presidente dei deputati Civici e Innovatori (ex Scelta civica), con 219.964 euro. Al secondo posto c’è il capogruppo di Forza Italia, Renato Brunetta (213.342 euro, cui ha aggiunto l’acquisto di una Smart usata), seguito dal presidente del gruppo Misto Pino Pisicchio (189.129 euro). Chiudono la classifica, il capogruppo del Pd Ettore Rosato (93.071) e il presidente dei deputati centristi Maurizio Lupi (88.406).
A Palazzo Madama il capogruppo più ricco è Karl Zeller, esponente della Svp, con 422.779 euro di imponibile. Lo seguono il presidente del gruppo Gal, Mauro Ferrara, con 144.170 euro, l’azzurro Paolo Romani, (imponibile di 142.318 euro), Luigi Zanda, capogruppo del Pd, con 140.892 euro e Loredana De Petris, di Sinistra Italiana, con 139.216. Fanalino di coda la capogruppo eletta pochi giorni fa, dei Democratici e progressiti, Cecilia Guerra: 92.876 euro.