il Fatto Quotidiano, 4 marzo 2017
Alfano va come un treno: i cugini scalano le Ferrovie
E poi dicono che i partiti non contano più nulla. Alle Fs quando c’è da mettere il turbo alla carriera di qualcuno fidato i partiti contano eccome. Ecco due storie esemplari: la saga siciliana dei fratelli Sciumè, cugini del ministro degli Esteri Angelino Alfano, e il volo del renziano Carmine Zappacosta compiuto in scioltezza con la bandiera del Pd in mano e Renzi nel cuore. La storia di quest’ultimo sembra una favola, quattro anni fa era un precario ora è l’amministratore delegato di Italcertifer, azienda Fs di piccole dimensioni, ma di notevole importanza: deve valutare ai fini della sicurezza la qualità e l’idoneità dei materiali usati dalle stesse Ferrovie, dalle Freccerosse agli impianti. Fino alla nomina Zappacosta era anche un politico, responsabile dei trasporti del Pd toscano in quota Renzi ed esponente della segreteria regionale, abituato a salire sul palco come gli era capitato anche pochi giorni prima del salto di carriera, il primo settembre 2016 alla festa del partito fiorentino. Parlando con Il Fatto, Zappacosta esclude tassativamente che tra la sua fulminante carriera e la politica possa esserci una qualche relazione, rimanda al suo curriculum di ingegnere e dice di essere stato scelto in una rosa di 72. Tutti sanno, però, che nelle nomine Fs i partiti di destra, sinistra e centro hanno sempre messo becco, sia quando amministratore era Mauro Moretti sia ora che c’è un suo emulo, il renzianissimo Renato Mazzoncini.
Trentanove anni, molisano di Campobasso, appassionato del Pd, Zappacosta si è laureato a Pisa. Come tecnico di Italcertifer ha partecipato alle prove dei nuovi Frecciarossa 1000, mentre in politica prima stava con Bersani, poi è passato a Renzi. Da giovane fu responsabile degli universitari pidini dell’ateneo pisano, poi dal 2008 al 2013 consigliere comunale e a Pisa avrebbe voluto progredire nella carriera di partito diventando segretario cittadino, ma alla fine gli preferirono un altro. Fu allora che virò verso Renzi che sembrava il cavallo vincente e presto divenne un dirigente regionale di partito. Il suo prodigioso salto di carriera alle Fs è avvenuto in contemporanea con lo spostamento del precedente amministratore, Carlo Carganico, da Italcertifer a Italferr, ingegneria ferroviaria e grandi progetti. La versione ufficiale dice che ai capi Fs sembrava inopportuno che Carganico avesse due incarichi e per evitare che fosse controllore e controllato hanno da un giorno all’altro premiato Zappacosta. Sorvolando però sulla circostanza che a seguire con rigore il filo delle incompatibilità, dubbi assai più seri gravano su tutta Italcertifer essendo una società del gruppo Fs che deve certificare la qualità e la sicurezza di treni e impianti proprio delle stesse Fs. A questo proposito i 5Stelle, alcuni giorni fa alla Camera, hanno presentato un’interrogazione al ministro dei Trasporti Graziano Delrio (primo firmatario Diego De Lorenzis).
Nelle Fs siciliane la saga degli Sciumè è la dimostrazione che la famiglia Alfano le aziende di Stato le ha nel sangue. Non solo le Poste dove il fratello del ministro, Alessandro, fu assunto nel 2013 dopo un frettoloso esame del curriculum su Linkedin e dove ora riceve uno stipendio di 200 mila euro, il doppio dei suoi pari grado. Mentre il padre del ministro si sentiva autorizzato a chiedere ai capi delle Poste 80 assunzioni di amici e conoscenti. Alle Fs l’influenza di Alfano si manifesta anche attraverso un signore legatissimo alla Cisl locale, Carmelo Rogolino, considerato da quelle parti più che fedele agli Alfano, quasi uno di famiglia. Rogolino affianca i due Sciumè. A Messina c’è Giuseppe Sciumè, ingegnere, che alle Fs era stato assunto come assistente di Dario Lo Bosco, presidente di Rfi-Rete ferroviaria italiana fino all’autunno del 2015 quando dovette dimettersi dopo che lo avevano arrestato per una storia di appalti ferroviari e corruzione. Sciumè ora è amministratore di Bluferries, la società navale delle Fs per i traghetti tra Reggio Calabria e Messina, mentre Rogolino dirige invece la navigazione targata Rfi: in pratica tutto il movimento di passeggeri, auto e camion sullo Stretto in concorrenza con i privati di Caronte&Tourist è in mano alla famiglia Alfano. A Palermo Rogolino è direttore territoriale delle Fs, mentre Antonio Sciumè dopo una raffica di promozioni è diventato capo del settore armamento e quindi deve occuparsi della manutenzione e degli investimenti sui binari. Tutti lavori dei quali si occupa pure Rogolino e per i quali spesso la scelta cade sulla ditta casertana Globalfer dei fratelli Oscar e Salvatore Esposito.