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 2017  marzo 04 Sabato calendario

Ue sempre più connessa

Sempre più connessi e digitali, intenti a giocare ai videogame, usare social network e soprattutto a leggere notizie che superano in percentuale, la permanenza online per lo shopping. Con il traffico internet cresciuto del 20% l’anno e di oltre il 40% sulle reti mobili.
È la fotografia 2016 degli europei secondo il Digital economy and society index (Desi) pubblicato ieri dalla commissione europea.
Da cui risulta che il 76% dei cittadini del Vecchio Continente lo scorso anno si è connesso almeno una volta alla settimana, con un incremento di 3 punti percentuali rispetto dal 2013, e la stessa percentuale ha accesso alla banda super veloce.
Nell’indice delle attività vince l’intrattenimento: il 78% degli utenti internet scarica musica, film, fotografie o giochi. Il 70% legge notizie online (erano il 64% nel 2013). Il 66% fa shopping via internet (contro il 61% di tre anni prima). Chi interagisce sui social network è passato nello stesso periodo dal 57 al 63% del campione, mentre è più costante il numero di utenti che fa ricorso al web per l’online banking: sono il 59% contro il 56% nel 2013. Il 39%, infine usa internet per fare chiamate vocali (era il 33% tre anni prima).
La modalità online è preferita poi per i servizi forniti dalla pubblica amministrazione: nel 2016 il 34% degli utenti ha sottoposto sul web i documenti alla p.a. invece che consegnarli in forma cartacea, con un aumento del 7% rispetto al 2013.
Anche le grandi aziende investono sempre di più in tecnologie e nell’uso dei software per condividere informazioni elettroniche (al 36% rispetto al 26% del 2013) oppure per inviare fatture (dal 10% del 2013 al 18% del 2016). L’indice Desi registra invece un ritardo per le piccole e medie imprese, per cui la voce «commercio elettronico» sta crescendo molto lentamente: dal 14% del 2013 al 17% del 2016, con solo la metà di queste imprese che vendono prodotti o servizi in altri stati dell’unione.
Il ricorso all’online coincide spesso con gli investimenti nelle telecomunicazioni: in alcuni stati membri in cui l’incremento è più evidente una parte dei cittadini è in grado di sfruttare reti capaci di fornire 100 Mbps o più, mentre in generale il 76% delle famiglie dell’Unione europea può avere accesso alla banda larga ad alta velocità (da almeno 30 Mbps). Inoltre, nei prossimi mesi i comuni Ue saranno in grado di chiedere finanziamenti alla commissione per finanziare infrastrutture per il wi-fi gratuito negli spazi pubblici.
Digitale poi fa rima con mobile: gli abbonamenti per i dati mobili riguardano l’84% del campione nel 2016 contro il 58% nel 2013. I servizi 4G coprono l’84% della popolazione. Ma la commissione ha puntato il dito sulla crescente necessità di «velocità, qualità e affidabilità» delle connessioni digitali definendo essenziale lo sviluppo in modo ampio delle reti G5 entro il 2020, forte della crescita del traffico internet del 20% l’anno e di oltre il 40% sulle reti mobili.
Non manca nel digital Index un’appendice sulla formazione: l’Unione europea cresce per numero di laureati in scienza, tecnologia, ingegneria e matematica, ma quasi la metà degli europei continua a non avere competenze digitali minime. Il 44% dei cittadini, per esempio, non sa ancora utilizzare una casella di posta elettronica usare un foglio di scrittura o installare nuovi dispositivi.