la Repubblica, 4 marzo 2017
Hotel con vista sul muro. Nella Betlemme divisa l’ultima sfida di Banksy
LONDRA Camera con vista, titolo di un famoso romanzo di E. M. Forster e del film di James Ivory che ne è stato tratto, è diventato un modo di dire: un motto proverbiale per alludere a uno scenario stupefacente. Adesso un altro inglese introduce una variazione sul tema: la camera “con la vista più brutta del mondo”. In effetti è difficile trovare alberghi con una visuale più deprimente di quella del Walled Off Hotel di Betlemme, affacciato al controverso muro divisorio costruito da Israele per separarsi dai Territori Palestinesi e impedire l’ingresso a potenziali terroristi. Ma anche la bruttezza in certi casi può diventare attraente, perlomeno se si sposa con l’immaginazione di un artista, e l’arte è per l’appunto l’obiettivo del piccolo Bed & Breakfast aperto nel luogo di nascita di Gesù. Ideatore dell’iniziativa, preannunciata ieri dal Guardian di Londra, è Banksy, il graffitaro d’Inghilterra senza nome, indirizzo o telefonino, il Robin Hood della “street art” che cerca ostinatamente di rimanere anonimo allo scopo di far riflettere più sulle opere che sul loro autore.
L’hotel davanti al muro è la sua ultima creazione: ognuna delle dieci stanze è firmata da lui, con il suo abituale stile provocatorio. Una camera ha un murales di un israeliano e un palestinese, proprio sopra il letto, che si affrontano a cuscinate. L’ingresso di un’altra è sormontato dalla nuvola di un candelotto lacrimogeno. La suite “presidenziale” è contornata di filo spinato. E nella hall c’è il manichino di Arthur Balfour, ministro degli Esteri britannico, autore dell’omonima “dichiarazione” del 1917 (di fatto una lettera), primo riconoscimento del diritto di creare una nazione per il popolo ebraico in Palestina.
Banksy era stato a Betlemme per la prima volta un decennio fa ed è tornato più volte nella regione: alcuni dei suoi graffiti più famosi adornano il muro che separa lo Stato ebraico dalla Cisgiordania e quello analogo della striscia di Gaza. Per quanto fortemente critico della politica di Israele, tuttavia, il suo intento dichiarato è facilitare il dialogo fra le due parti, come ha fatto invitando tre artisti israeliani e tre palestinesi a partecipare a Dismaland, la sua parodia di un parco divertimenti. Un impegno rilanciato dall’hotel di Betlemme, che organizzerà eventi culturali per artisti di tutto il mondo, inclusi quelli dei due paesi in conflitto, e mira a invitare gli israeliani, per familiarizzarsi con la controparte, a trascorrere un week-end nella cittadina palestinese. Cosa in teoria possibile, perché l’albergo sorge appena al di fuori del territorio controllato dall’Autorità Palestinese (una legge dello Stato ebraico vieta ai propri cittadini, per ragioni di sicurezza, di entrare in territorio palestinese). Il Walled Off Hotel (alla lettera, l’hotel fuori dal muro) accetta prenotazioni dall’11 marzo. La camera più economica costa appena 30 dollari a notte. La vista sul muro è assicurata. Potrebbe piacere a Donald Trump.