la Repubblica, 4 marzo 2017
I guai di Carlo, tra pellegrinaggi e affitti non pagati
FIRENZE La definizione più fulminante di Carlo Russo la dà un esponente renziano che lo ha visto girare in questi anni per segreterie di amministratori, feste di partito, riunioni politiche: «Un personaggio da “Febbre da cavallo”», il film di Steno con Proietti- Mandrake e Montesano-Er Pomata che provano in tutti i modi di arricchirsi con le scommesse.
Vatti a fidare di chi sta dalla tua parte politica. In effetti renziano Russo lo è in tutti i sensi. La foto del suo profilo Facebook è sostituita dalla scritta “Io sto con Matteo Renzi”, la maggior parte dei post sono contro i Cinquestelle. E poi il trentaquattrenne Carlo da Scandicci, che ieri di fronte ai pm non ha risposto, è un grande amico di babbo Tiziano. Uno di quei rapporti cementati pure dalla fede, visto che insieme sono andati varie volte a Medjugorje a pregare la Madonna. Assai più prosaiche sarebbero state le conversazioni dei due tra loro e con Romeo riguardo alla grande gara Consip e al modo per condizionarla. Che poi il giovane imprenditore avesse tutte le entrature e conoscenze che millantava, questo al momento non è dato sapere. Di certo conosceva Luigi Marroni, capo di Consip. Comunque nella partita che stava giocando con Tiziano c’erano in ballo un sacco di soldi e lui è uno che sa bene il valore che hanno, visto che ha provato a farli in tanti modi, quasi mai con successo.
Ha provato nella farmaceutica con la consegna di farmaci a domicilio. Respinto da farmacie private e Regione, ha strappato un accordo da poche migliaia di euro con Palazzo Vecchio per le farmacie comunali nel giugno 2013, quando Renzi era sindaco. Male è andata l’esperienza con i centri estetici “Le charme”. Ne ha aperti due, il secondo si trovava in una palesta Klab sulle colline fiorentine che tra i titolari ha Giorgio Moretti, messo da Renzi alla presidenza della società fiorentina della raccolta dei rifiuti. Ma un altro sodale di Matteo, Marco Carrai presidente di Toscana aeroport, è stato consigliere della società. Comunque sia, pare che Russo non pagasse l’affitto e così è stato allontanato. Il 18 marzo 2016 la sua società Giaema è fallita. L’imprenditore si sarebbe rivolto a un tributarista, Luca Pacini, che prometteva di salvare aziende in crisi. Le acquistava e faceva sparire i beni per sfuggire ai creditori. Pacini è stato condannato a dicembre a Pistoia a 4 anni per reati fallimentari e l’indagine va avanti per le 140 società di cui si sarebbe appropriato per chiarire le posizioni dei vari responsabili. Tra questi anche Russo.