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 2017  marzo 02 Giovedì calendario

Puglia, anche i migranti in coda. Boom di iscritti, Enna è un caso

ROMA Tesseramento mai così copioso nella terra di Michele Emiliano, la Puglia: quasi 34 mila tessere dem (l’anno scorso erano 27 mila, seimila in più nelle ultime 48 ore). Pure gli immigrati in fila per aderire al Pd a San Severo, provincia di Foggia. Per non parlare delle tessere online, ben mille, a Barletta con un discreto boom di 1.700 iscritti. Al setaccio tutti gli iscritti online. Mentre ad Enna, il pacchetto di 4 mila tessere nelle mani soprattutto di Mirello Crisafulli, dalemiano in procinto di uscire, non si sa dove andrà a finire e come possa essere rimpiazzato. A Reggio Calabria e a Catanzaro proroga dei termini per le tessere di una settimana, tanto per sbrogliare i nodi. Come a Nuoro. Invece Lecce, invia una denuncia a Lorenzo Guerini, il vice segretario, nuova gatta da pelare.
Napoli e i brogli delle iscrizioni gratis al Pd, hanno sollevato il coperchio del caos, a sessanta giorni dal congresso che deciderà con le primarie del 30 aprile chi guiderà il partito, se il segretario uscente Matteo Renzi o gli sfidanti Andrea Orlando e Michele Emiliano. Al Nazareno, la sede dem, ieri si è riunita la commissione congresso. Non solo si è parlato dei brogli e dei veleni. Ma anche delle altre situazioni «delicate».
Ecco quindi la decisione di prorogare il tesseramento in 4 province. Prima fra tutte, Enna. Anche se fino a tarda sera i dem siciliani non avevano ancora ratificato la decisione presa a Roma e sponsorizzata dal commissario, il renziano Ernesto Carbone. Gli iscritti che fanno capo a Mirello Crisafulli sono in bilico. Le tessere a Enna risulterebbero 4 mila: un record perché i cittadini sono 28 mila (160 mila nella provincia). E a compensare la eccellente raccolta del dalemiano Crisafulli ci sarebbero i corteggiamenti dei renziani al sindaco Maurizio Dipietro, che viene dato in avvicinamento ai dem.
Oltre a Napoli e alla Campania, è però la Puglia nell’occhio del ciclone. Dai renziani di Lecce è stata inviata ieri una lettera al Pd nazionale per spiegare che la federazione è nelle mani di D’Alema e dei dalemiani i quali hanno però mantenuto la regia sulle tessere, per nulla intenzionati a mollare l’osso prima del congresso. Nega ci sia una questione Lecce il segretario dem pugliese, Marco Lacarra.
Per non parlare delle tessere fotocopiate e non autenticate smerciate nei vari circoli. I numeri danno gli iscritti del Pd in aumento a Bari città, dove si superano i 3mila tesserati (l’anno scorso erano quasi 2mila). Circa 3500 i tesserati nel brindisino e a Taranto e provincia. E a Bari-Andria-Trani il record di 6mila tesseramenti: a Trani 1.100, a Bisceglie 1.300 e a Barletta 1.700 (700 cartacei e circa 1.000 iscritti online).
Sempre in Puglia, arriva l’accusa dell’eurodeputata del Pd Elena Gentile che parla di 150 migranti in fila nelle ultime ore per prendere la tessera del Pd. Smentita secca dei dem locali: erano 11, regolari e nel loro pieno diritto.
Dal Nazareno ci tengono a dire che il caos è circoscritto. Guerini dà i dati: il partito cresce, quindi è vivo e vegeto ma nessuna tesseropoli. Sono 405.041 gli iscritti per il 2016, nel 2015 erano 395.574 e nel 2014, 378.669. Congelate poi alcune tessere online perché con la stessa carta di credito erano state acquistate più tessere. Infine, il caso Basilicata. Il segretario provinciale dem di Potenza Antonello Molinari ha lasciato il Pd per i demoprogressisti di Speranza. Probabile lo faccia anche il segretario di Matera. Non si sa chi preparerà il congresso.