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 2017  febbraio 28 Martedì calendario

Il leader dei talebani invita a piantare alberi

Sul fronte ambientale hanno disboscato mezzo Afghanistan per coltivare papavero da oppio e poter contare sulle risorse frutto del commercio illegale di sostanze stupefacenti. Su quello culturale non hanno esitato a distruggere i celebri Buddha di Bamiyan. Insomma, a nessuno era mai venuto in mente che i talebani potessero avere una sensibilità ambientalista. Eppure nei giorni scorsi il leader talebano Hibatullah Akhundzada ha invitato i suoi seguaci, militanti e civili, a prendersi cura del territorio, raccomandandosi di trovare il tempo per piantare alberi. Poco importa se siano da frutto o no, basta rinverdire le brulle lande afghane.
Sul sito Voce della Jihad, dove solitamente si sprecano le invettive contro la Nato e l’Occidente, oppure le critiche al governo afghano, il successore del Mullah Omar ha pubblicato il suo pensiero, incoraggiando i suoi ad allenare il pollice verde. «Piantare alberi è un’azione importante per la protezione dell’ambiente», ha scritto Akhundzada, «per lo sviluppo economico e per la bellezza della terra. Piantate uno o più alberi per l’abbellimento della Terra e il beneficio delle creature dell’onnipotente Allah. Piantare alberi, così come l’agricoltura, sono considerate azioni che portano benefici e grandi frutti nel futuro». Un messaggio spirituale, ma che in realtà affronta un problema pratico dell’Afghanistan di oggi: quello della deforestazione e del cambiamento climatico. Secondo un recente rapporto del programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, solo il 2% della superficie del paese è ancora ricoperta da foreste: far spazio alle coltivazioni da oppio, ottenere legna da ardere, e poi decenni di conflitti e l’assenza di una politica ambientale lungimirante hanno portato a questa situazione critica. Così critica che pure il leader dei talebani si è sentito di dover intervenire.
Tuttavia, per il portavoce del presidente della Repubblica islamica, Ashraf Ghani, queste dichiarazioni sono solo un tentativo «di ingannare la popolazione», riporta il quotidiano inglese The Independent e servono solo a «distrarre la gente dai loro crimini e della loro distruzione». In poche parole un’operazione politica.