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 2017  febbraio 28 Martedì calendario

Palermo, finisce l’era Zamparini Club agli americani

A Palermo c’è chi, ancora, non ci crede. Ma, stavolta, è tutto vero: Maurizio Zamparini, presidente dai trentasei cambi di allenatore in quindici anni, lascia e lo fa consegnando alla città un comunicato ufficiale.
Nelle ore di una Milano cinese, ecco un’altra svolta straniera nel nostro pallone. Ad arrivare sarà un fondo anglo-americano, di più non si conosce. Si sa, soltanto, che i nuovi proprietari del Palermo costruiranno lo stadio ed il centro sportivo e avranno l’obiettivo di riportare in Europa la squadra entro un periodo di tempo che va dai tre ai cinque anni.
Dimissioni (ora) ufficiali
Le promesse quinquennali sono tipiche di certe realtà: le ha fatte, urbi et orbi, anche il patron Usa della Roma James Pallotta per spostare, poi, più in là il traguardo delle prime vittorie. L’annuncio del cambio di rotta palermitano viene vissuto con il freno a mano tirato, proprio per le bruciature che la piazza ha dovuto raccontare in passato: così, in attesa del passaggio di consegne programmato entro metà marzo, ruota tutto attorno ai passi dello stesso Zamparini. Era da tempo che il presidente della promozione in A dopo 31 anni, dell’Europa League e, soprattutto, delle stelle Cavani, Pastore, Toni, Miccoli, Vazquez e Dybala, per citarne alcune, manifestava la volontà di farsi da parte davanti ad una tifoseria disillusa e sempre sull’orlo della crisi di nervi. Annunci, minacce, poi il prevedibile dietrofront.
Ora è diverso. Almeno sembra. Zamparini ha trattato con una futura proprietà in modo riservatissimo, tanto che ancora non si conoscono nemmeno le iniziali del fondo in questione. Una trattativa portata avanti lontano dai riflettori e chiusa in queste ore: il futuro immediato del Palermo potrebbe tradursi anche in una retrocessione dolorosa (i rosanero sono terz’ultimi, a meno sette dall’Empoli), ma, come già detto, Zamparini parla di «una svolta che riporterà in Europa una città che lo merita...».
L’Europa in 5 anni
Cosa farà il presidente della giostra sulla panchina – i cambi di allenatore diventano 57 se si allarga il suo orizzonte a quando aveva in mano il Venezia – una volta lontano dal club? Inizialmente gli accordi prevedono che Zamparini rimanga con una quota di minoranza, circa il 20 per cento, poi l’uscita di scena definitiva. Il fondo anglo-americano investirà anche sugli asset e, quindi, sulle proprietà di un patron mai banale.