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 2017  febbraio 28 Martedì calendario

Totò Schillaci porta alla vittoria la squadra peggiore d’Italia

Gli occhi, quegli occhi che scrivono una storia ed illuminano le sere di Italia 90. Notti un po’ meno magiche senza quell’invenzione di Azeglio Vicini: Salvatore Schillaci dal quartiere palermitano San Giovanni Apostolo. Per tutti gli Italiani è Totò e diventa un’icona di quei Mondiali: segna poi nella Juve, nell’Inter, addirittura in Giappone. Alla fine sono 154 le reti dall’82 al ’97. La sua vita anche dopo la fine della carriera è un romanzo: consigliere comunale a Palermo, attore per diverse fiction, concorrente di reality show e autore della propria autobiografia. Il calcio però è un seme, una volta innestato continua a maturare e allora Totò si impegna a gestire un centro sportivo per ragazzi a Palermo e crea anche una società dilettantistica nel capoluogo siciliano. E qualche volta non disdegna di tornare in campo, così per gioco, a 52 anni.
Simbolo negativo
La prossima volta lo farà, lui capocannoniere ai Mondiali, con il Crocetta, la squadra di Torino di Terza Categoria peggiore d’Italia diventata un simbolo del pallone amatoriale per aver perso tutte le prime quattordici partite di campionato. Almeno fino a domenica quando ha centrato il suo primo successo: 2-1 all’Atletico Nichelinense e poco importa che la rete incassata sia anche la centesima della stagione. Il segreto (o portafortuna?) però c’è e si chiama Schillaci che per l’occasione è tornato a Torino proprio per il Crocetta, chiamato dalla redazione di Quelli che il calcio.
Totò è sceso negli spogliatoi con il ruolo di «motivatore tecnico», ha spronato i giocatori (in realtà avvocati, studenti, imprenditori nella vita di tutti i giorni), ha seguito la partita da bordo campo ed alla fine ha gioito con i suoi nuovi futuri compagni. Perché, come spiega il presidente del Crocetta Stefano Armitano, Schillaci in uno dei prossimi match vestirà la maglia gialloblù del quartiere centrale di Torino: «In settimana formalizzeremo il tesseramento e sarà a tutti gli effetti fino al 30 giugno un giocatore del Crocetta. Chiaramente farà con noi soltanto una partita, per stimolarci, questa volta sul campo. Non sappiamo ancora quando, certamente in un match in casa ma non per l’incasso visto che da noi il biglietto non si paga».
La sorpresa
Un sogno che diventa realtà per chi il calcio dei professionisti lo vede solo in tv: «Da ultimi in Terza Categoria a famosi: non ci crediamo, sono i nostri quindici minuti di popolarità. Dobbiamo sfruttarli al massimo perché sappiamo che i riflettori prima o poi si spegneranno. E noi continueremo a giocare, speriamo su un campo nostro visto che ancora non lo abbiamo e per le sfide casalinghe emigriamo a Grugliasco».
Nell’incontro con il Crocetta, Schillaci ha anche avuto una bella sorpresa: «Il nostro medico sociale è il dottor Giuseppe Bosio che era alla Juventus: Schillaci non lo rivedeva da oltre vent’anni. Totò ci ha preso a cuore. Di lui ho apprezzato la spontanea sincerità: prima della partita ci ha caricati a mille e per tutti i novanta minuti ha tifato con la nostra maglia addosso. Chiaramente la numero 9, quella che vestirà anche quando scenderà in campo».