Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  febbraio 28 Martedì calendario

Milan, closing alle porte. I primi nomi italiani della cordata cinese: Patuano e Cappelli

MILANO Ci siamo: ieri Silvio Berlusconi, nel consueto pranzo del lunedì – al quale non a caso ha partecipato anche Adriano Galliani —, si è reso conto che la vendita del suo Milan è un evento ormai ineluttabile. Con i manager di Fininvest ha fatto il punto della situazione, mentre advisor e legali stanno studiando la struttura finanziaria dell’operazione e ridefinendo il contratto, perché, causa mancate autorizzazioni del governo, l’acquirente non è più un fondo cinese ma una società di capitali reperiti fuori dalla Cina. Ma siccome il Milan è un affare di cuore al quale rinuncia con dispiacere, Berlusconi ancora non ha deciso se accettare o meno la presidenza onoraria, anche se nelle ultime ore si è mostrato più positivo sul tema.
Se accetterà, Yonghong Li sarà vicepresidente vicario, altrimenti il capo del consorzio Sino Europe diventerà il 22° presidente del Milan. Comunque sia, il Milan del futuro nascerà venerdì quando si riunirà l’assemblea dei soci che ratificherà prima le dimissioni dell’attuale management e poi il passaggio di proprietà, una volta che il notaio avrà verificato il versamento dei 320 milioni sui conti di Fininvest (altri 100 finiranno al Milan, in gran parte per pagare la gestione di questi mesi). A suggellare lo storico cambio ai vertici sarà l’incontro tra i rappresentanti del consorzio e Berlusconi, che dovrebbe avvenire ad Arcore a pranzo (o più in là se ci vorrà più tempo a completare i passaggi burocratici).
A closing avvenuto, verrà nominato il nuovo consiglio di amministrazione, che avrà sei componenti: tre cinesi, tra cui Yonghong Li e il suo braccio destro Li Han, e tre italiani. Fin qui era noto solo il futuro a.d. e direttore generale Marco Fassone, ora sono caduti i veli anche sugli altri due: si tratta dell’avvocato Roberto Cappelli e del supermanager Marco Patuano. Cappelli – dal 2011 partner dello studio Gianni, Origoni, Grippo – ha seguito tutta la trattativa condotta dall’attuale cordata cinese: ha già esperienza del mondo del calcio perché, uomo di fiducia dei vertici di Unicredit, ha gestito il passaggio di proprietà della Roma dalla famiglia Sensi agli americani guidati da Thomas DiBenedetto e James Pallotta, tanto che – oltre che componente del cda – della Roma è stato anche presidente ad interim. Appassionato di rock, curiosità vuole che tempo fa sia stato il legale anche di Vincent Bolloré e Vivendi, attuali «nemici» di Fininvest. Patuano è manager notissimo, oltre a essere un grande tifoso del Milan: attuale ad di Edizione Holding, la società che controlla le partecipazioni della famiglia Benetton (qualcosa come 1,5 miliardi di cassa) ed ex ad di Telecom, dove ha costruito tutta la carriera.
Bisogna avere ancora un po’ di pazienza, invece, per conoscere i nomi degli investitori e quello dei finanziatori. Si sa però che un ruolo di primo piano lo avranno, come già noto, lo stesso Yonghong Li, Haixia Capital e China Huarong Asset Management.