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 2017  febbraio 27 Lunedì calendario

Pediatri, cuochi, attori porno. Le Nazionali più bizzarre da 300 partite all’anno

Forse era inevitabile: in un Paese con 60 milioni di commissari tecnici, una Nazionale sola non poteva bastare. Ce ne sono tante altre insospettabili, per beneficenza tutte insieme giocano quasi trecento partite l’anno. La nazionale Cantanti è la più famosa. Quella degli attori nacque da un’idea di Pasolini, oggi ci sono diverse rappresentative (Nazionale Attori, ItalianAttori). Quella degli scrittori, Osvaldo Soriano Football Club, l’ha fondata Baricco. Esiste però anche una nazionale degli agenti immobiliari. Uno se l’immagina tipo con un difensore libero al rogito e un attaccante ottimo investimento.
Antonio Parmigiani, presidente e fondatore nel 2004, sorride: «Giochiamo per una buona causa e dimostriamo che anche gli agenti immobiliari hanno un cuore... Non capisco nulla di calcio, ma questa squadra è stata l’occasione per avvicinare i tre principali sindacati di categoria, far nascere amicizie, vivere esperienze indimenticabili. Nel 2006 abbiamo affrontato i pompieri di New York, siamo saliti in cima all’Empire con le maglie dell’Italia campione del mondo, ci guardavano ammirati. Il nostro sogno? Prendere Immobile... È più facile chiudere l’acquisto di un fuoriclasse che di un appartamento». In estate il gruppo storico va in ritiro a Ceparana, ma la rosa, allenata dal capitano Gerardo Gentile, è fluida: in base alla sede della partita, giocano gli agenti di zona.
C’è la nazionale preti, dove si entra per (con)vocazione. Si fa chiamare Seleçao, ha la maglia verdeoro, è stata a Sanremo e il 15 marzo, a Desio, nella manifestazione “Un pallone per un sorriso” sfiderà gli agenti immobiliari e altre nazionali insolite per raccogliere fondi per Amatrice. L’ha creata nel 2002 un laico, Moreno Buccianti, toscano di Follonica: ne è anche l’allenatore. Sua moglie è Emanuela Maccarani, ct della nazionale di ginnastica ritmica. Lui, ex giocatore, una volta organizzò una partita per sacerdoti a Tivoli e non ha più smesso. A novembre i preti vanno in ritiro, tecnico e spirituale: «Ho citofonato di canonica in canonica cercando sacerdoti bravi con i piedi, come quando lavoravo per i grandi club. La mia è una squadra particolare, gioca da dio, ma se i miei giocatori subiscono un brutto fallo, fidatevi, anche loro dicono delle cose di cui pentirsi…». Raccontano che in un’amichevole contro la Palestina il piccolo portiere don Bonifacio dopo ogni parata miracolosa portasse le mani ai pantaloncini, dove aveva legato un rosario. Da una costola della Seleçao è nata un’altra squadra, si chiama Sacerdoti Italiani Calcio e gioca in maglia azzurra: «Non vediamo l’ora di fare il derby». Ha debuttato agli europei di futsal per preti due settimane fa (nono posto, in Croazia): nel 2018 il torneo si giocherà a Brescia.
Oltre alla nazionale magistrati, nata nel ’94, e a quella dei commercialisti, esistono la nazionale antennisti, quella degli agenti di viaggio – fortissima in trasferta, dicono – e la nazionale italiana dell’amicizia, onlus che dal 2012 aiuta i bambini. Dal 2010 c’è la nazionale degli attori porno (Hot Star Team), che per una buona causa hanno accettato di giocare in mutande: debuttarono a Livorno sfidando i preti, la nazionale pediatri e la nazionale famiglie numerose. Quest’ultima è espressione della medesima associazione con 16mila iscritti: la allena Bruno Bolchi e non fa fatica a riempire gli stadi, una volta ha schierato 11 papà in campo e 160 figli sugli spalti. Fra gli ex, Damiano Tommasi ed Emanuele Filippini. Oltre tredici anni di attività e partite benefiche (un pari a Firenze contro la nazionale dei padri separati) e una preparazione atletica affinata nel cambio pannolini.
I più ricchi sono gli azzurri della nazionale parlamentari, nata negli anni ’80: si allenano una volta a settimana, hanno per ct Picchio De Sisti e in rosa, attualmente, il centrocampista Fitto e gli attaccanti Boccia e Orlando. Esiste anche la nazionale sindaci, creata nel 2002 dall’Anci: fra gli ex, Matteo Renzi. I cuochi hanno due “squadre”, una prende parte alle competizioni culinarie (mondiali e olimpiadi di cucina, ogni quattro anni), l’altra gioca a pallone: è nata nel ’96 ad Abano Terme, dove ogni anno si raduna. Da allora un solo capitano, Alessandro Capesciotti. Il ct è Florio Biscaro, il presidente Fabio Momolo che ammette: «Il momento più atteso delle nostre partite è il terzo tempo, cuciniamo noi prima della gara.... Il ricordo più divertente è di quella volta a Jesolo, quando la gara slittò di tre ore e noi pensammo bene di fare tre ore di riscaldamento. Al fischio d’inizio, eravamo già sfiniti». Più che altro, cotti.