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 2017  febbraio 27 Lunedì calendario

Mick mani di forbici per Trump. Così funzionano i conti Usa

Dieci trilioni di dollari, dieci mila miliardi, in meno in dieci anni. È l’ammontare di spesa pubblica che il presidente statunitense Donald Trump vuole tagliare. Il budget sarà presentato nei prossimi mesi, ma negli ambienti governativi già trapelano le cifre monstre delle sforbiciate del miliardario newyorkese. A curarle sarà Mick Mulvaney, numero uno dell’ Office of management and budget (Omb). E i democratici già sono pronti a combattere.
Sotto i riflettoriMulvaney è l’uomo dell’austerity di Trump. 49 anni, nato ad Alexandria, in Virginia, proprio al di là del fiume Potomac che fa da confine con il Distretto di Columbia, Mulvaney è consapevole di essere al centro dell’attenzione. «So di essere la persona più odiata a Washington. E lo sarò anche per chi ora non mi conosce», ha dichiarato pochi giorni dopo la sua nomina. Laureatosi alla Georgetown University e specializzatosi in legge alla University of North Carolina at Chapel Hill, ha prima lavorato, dal 1992 al 1997 presso lo studio legale James, McElroy Diehl e poi si è dedicato all’attività di famiglia, le costruzioni. Nel 2006 la svolta politica. Prima come deputato nella Camera della Carolina del Sud, poi come senatore nello stesso Stato. E infine, nel 2010, è entrato al Congresso come rappresentante alla Camera della Carolina del Sud. Qui si è occupato subito di bilancio, aiutando i repubblicani nella sua stesura, anno dopo anno. Lui stesso si definisce appartenente al Tea Party.
I bene informati descrivono Mulvaney come persona precisa e frugale. La prima volta che andò alla Casa Bianca da direttore dell’Ufficio del bilancio rimase sconvolto dal fatto che tutto lo staff di Trump beveva acqua in bottiglietta. Lui invece aveva nello zainetto una borraccia riempita dal rubinetto. E per pranzo, un pacchetto monoporzione di cracker e hummus.
Tre principi
Privatizzazioni, eliminazioni e spostamento di competenze. Il programma di riduzione dei costi dell’amministrazione federale statunitense si baserà su questi tre principi. Sono stati delineati dal think tank conservatore Heritage Foundation, che tra le sue file può contare su Stephen Moore, analista presente nella squadra economica che ha contribuito a condurre Trump alla Casa Bianca. In un paper di 152 pagine ha spiegato l’anno scorso come si può tagliare la spesa pubblica per ridurre il debito federale, passato dai 9.986 miliardi di dollari della fine del 2008 ai 19.207 del maggio 2016. Trump, secondo le indiscrezioni, ha intenzione di applicare lo stesso modello, seppur con qualche distinguo. Secondo la Heritage Foundation, i settori dove si può tagliare di più sono il dipartimento della Salute, quello dell’Agricoltura, quello del Tesoro e la Social security administration (Ssa), che si occupa del sistema previdenziale e pensionistico. Nello specifico, la Salute può essere razionalizzata per risparmi totali, dal 2017 al 2026 compreso, di 3.372 miliardi di dollari, mentre i tagli nell’Agricoltura possono garantire minori uscite per 1.462 miliardi. Sotto il trilione di dollari i risparmi per Tesoro, circa 850 miliardi, e per la Ssa, 783 miliardi. I suggerimenti della Heritage riguardano più o meno tutte le agenzie governative e i dipartimenti.
Trump e Mulvaney, secondo le indiscrezioni, non si atterranno a tutto il piano che gli ha presentato la Heritage Foundation. Infatti, sono in cantiere significativi tagli a due dipartimenti cruciali, Commercio ed Energia. Il secondo, in particolare, dovrebbe essere quello più colpito.
Riduzioni
Secondo uno dei consiglieri più vicini a Trump, Stephen Miller, occorre ridurre i programmi di responsabilità sociale per le società energetiche e di ricerca sulle energie rinnovabili. Allo stesso modo, Trump avrebbe intenzione di privatizzare la Corporation for public broadcasting, che nel 1970 ha creato la National public radio (Npr), una delle più note in tutti gli Stati Uniti. Inoltre, secondo i piani, sarebbero eliminate in modo definitivo la National endowment for the arts e la National endowment for the humanities. E sarebbero ridotte anche le risorse alle agenzie non governative finanziate dal Congresso.
L’obiettivo di Mulvaney è quello di ridurre il più possibile gli sprechi. Ma, spiega l’ala democratica del Congresso, su questo punto sono tutti d’accordo. Quello che invece vede le maggiori ostilità sono i tagli alla sanità. Su questo versante, l’intenzione di Trump e Mulvaney è quella di ridurre l’accesso a tre programmi sanitari cruciali per i cittadini: Medicare, Medicaid e Social security. Ma i democratici avvertono che il Paese potrebbe andare verso un veloce declino, se passassero tali misure, unite ai previsti minori finanziamenti per il dipartimento per l’Educazione e quello per il Lavoro.
Trump ha garantito che debito e deficit saranno sostenibili, ma i dubbi rimangono. Secondo gli analisti di Morgan Stanley, se fosse confermato, il programma di tagli alla spesa pubblica non solo è «irrealistico», ma rischia anche di «alimentare forti tensioni sociali, ancora più divisive di quelle odierne». Il tutto con il rischio di trascinare Washington verso una nuova recessione.