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 2017  febbraio 26 Domenica calendario

L’amaca

La parola “buonista” infetta il discorso politico italiano da almeno una ventina d’anni. È nata nei giornali di destra (non quella borghese e montanelliana, quella post-borghese e belpietrista) ben prima dell’onda populista, e ha attecchito con la forza di una malapianta. I cosiddetti populismi hanno trovato buona parte del loro armamentario ideologico già bell’e pronto, e bene oliato, negli arsenali della vecchia destra nera, nella Francia dei Le Pen come negli Usa di Trump come nell’Italia di Salvini.
Roberto Saviano vorrebbe estirparla, quella parola, e ha mille volte ragione, ma è una battaglia perduta in partenza perché quella parola è un alibi insostituibile: serve a ridurre ogni moto di umanità o di gentilezza a un’impostura da ipocriti, e di conseguenza ad assolvere ogni moto di grettezza e di disumanità. Vedi l’orribile condivisione social delle due zingare ingabbiate in Toscana, come si fa con i cani randagi, perché rovistavano tra gli scarti di un discount. Saviano chiudeva il suo articolo di ieri con una citazione di Yoda (Guerre Stellari) che rilancio pari pari, perché nei momenti importanti, e questo lo è, bisogna fare gruppo e serrare i ranghi: «La paura è la via per il Lato Oscuro. La paura conduce all’ira, l’ira all’odio; l’odio conduce alla sofferenza».