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 2017  febbraio 24 Venerdì calendario

La regina vuole riassorbire gli Stati Uniti

La «Special Relationship» fra gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, rinata grazie al trionfo di Donald Trump e della Brexit dopo gli anni cupi di Obama, diventa sempre più stretta ai danni dell’Unione europea. Ecco l’ultima prova: l’invito da parte del «Mother Country» (Paese Madre) alla sua ex colonia ribelle di diventare un membro del British Commonwealth. La proposta è della Royal Commonwealth Society che sta per aprire una filiale negli Stati Uniti nella speranza che diventi un «membro associato» del Commonwealth. Persino Sua Maestà Elisabetta II ha dato il suo sostegno personale al progetto racconta il Telegraph che è anche risultato dell’anglofilia di Trump e della suo stima per la famiglia reale britannica. 
Fa anche parte degli sforzi notevoli inglesi post-Brexit di sviluppare sempre più i rapporti commerciali fra la Gran Bretagna e le sue ex colonie del Commonwealth. «Il Regno unito ha lasciato un po’ in soffitta questo tesoro, e l’ha dimenticato perché tutti erano accollati a Bruxelles», ha detto giovedì Michael Lake, direttore della Royal Commonwealth Society. Una filiale della società in America, ha spiegato Lake, renderebbe ancora più stretti i legami fra la Gran Bretagna e gli Stati Uniti che condividono la stessa lingua. 
Trump ha già fatto capire che l’Ue secondo lui è una tirannia sclerotica e al servizio delle élite internazionaliste, destinata al fallimento. Invece per la Gran Bretagna «The Donald» ha sempre avuto un debole. Sua madre era scozzese e in Scozia possiede due campi da golf prestigiosi. E poi, dopo la decisione degli inglesi di abbandonare la nave che affonda, l’amore del 45 ̊ Presidente per il Regno è diventato appassionato. Nigel Farage l’ex leader dell’UKIP è diventato suo amico ed è persino venuto in America durante la campagna elettorale per tenere discorsi al suo fianco. 
Grazie a questa passione, a gennaio Theresa May, il Premier inglese Tory che porterà la Gran Bretagna fuori dall’Ue, è stata il primo leader straniero ad incontrare Trump a Washington. I due si sono trovati in sintonia e sono stati anche fotografati a passeggio mano nella mano alla Casa Bianca. Si vociferava fra l’altro, come risultato positivo dell’incontro, di un accordo sul libero commercio fra i due Paesi «entro 90 giorni». Nel frattempo i tentativi dell’Ue di trovare un accordo simile, cominciati cinque anni fa, sono stati abbandonati. 
La British Commonwealth Society ha scritto a Trump lo scorso dicembre una lettera con l’invito che era stata consegnata da Farage personalmente quando ha incontrato il nuovo Presidente pochi giorni dopo la sua elezione. L’idea può sembrare uno scherzo. Gli americani si sono ribellarti contro l’Inghilterra e a differenza di altri popoli colonizzati hanno vinto. Dopo di che hanno odiato per tantissimi anni i «Bloody British» (Maledetti Britannici). Ma grazie ai legami commerciali sempre più importanti e poi alle due guerre mondiali quando hanno combattuto fianco e fianco in nome della democrazia e della libertà è nata la Special Relationshiop il rapporto privilegiato. 
Gli americani certo non avrebbero nessuna intenzione di sottomettersi agli inglesi. Anzi. Però l’idea del Commonwealth che dal 1946 riunisce 53 Paesi attira non solo gli inglesi ma anche loro. Per motivi economici e culturali. Trump si è detto molto interessato all’idea di sviluppare rapporti commerciali sempre più importanti con l’India un’economia enorme in forte crescita. 
Non c’è tutta la burocrazia strozzante e tutti gli assurdi diritti umani esagerati in una maniera così disumana. 
Soprattutto non c’entra col Commonwealth quella Torre di Babele di Bruxelles. Questi Paesi sono il futuro la povera Europa invece il passato.