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 2017  febbraio 24 Venerdì calendario

Luce su Cinecittà

Una novità nel segno del passato: Cinecittà torna in mano pubblica. La gestione degli studios di via Tuscolana, privatizzati nel 1997, sta per essere ceduta dalla cordata che fa capo a Luigi Abete all’Istituto Luce, ovvero al braccio operativo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. L’operazione, sostenuta in prima persona dal ministro Dario Franceschin,i è in dirittura d’arrivo e, in un clima amichevole, benché manchino ancora i dettagli, l’accordo per l’uscita dei privati sembra essere stato raggiunto.
L’Istituo Luce, nella persona del presidente ed amministratore delegato Roberto Cicutto, sta mettendo a punto per Cinecittà un nuovo piano industriale di sviluppo che prevede il risanamento dei teatri e l’ammodernamento degli impianti, per fare degli studios un grande polo produttivo al servizio non solo del cinema, ma anche della televisione e delle nuove tecnologie. In questo senso, dopo una prima fase, è ipotizzato che a fianco dell’Istituto Luce intervengano altri soggetti del settore: il più ovvio riferimento è alla Rai, ma anche a cordate di produttori dell’audiovisivo in genere. Attraverso una politica di contenimento delle tariffe, l’obiettivo è quello di riportare negli studios gran parte delle produzioni attualmente delocalizzate all’estero o che si svolgono nelle strade e nelle piazze di Roma, così da ottenere anche il risultato di decongestionare la capitale.
Contemporaneamente si punta anche a rilanciare il brand di Cinecittà sui mercati internazionali. Di conseguenza, mentre viene confermata l’attività museale di Cinecittà, viene cancellato il progetto immobiliare sostenuto dai precedenti gestori, che prevedeva la costruzione all’interno degli stabilimenti di un hotel per ospitare le troupe straniere. Invece dell’albergo, si realizzerà una sorta di città degli audiovisivi destinata a favorire la presenza a Cinecittà di piccole imprese del settore, per le quali la nuova legge cinema mette a disposizione inedite risorse.
Sulla svolta di Cinecittà, dal mondo del cinema arrivano reazioni positive: esultano gli autori dell’Anac, storica associazione registi e sceneggiatori, da sempre contrari alla privatizzazione, «che arriva – commenta il presidente Francesco Ranieri Martinotti – in ritardo e restituisce teatri molto depauperati».. Favorevole anche l’associazione 100Autori, «a patto – fa notare Francesco Bruni che l’operazione garantisca adeguata qualità di servizi per attirare davvero produzioni internazionali e creare all’interno degli stabilimenti un polo nazionale della serialità, di cui si avverte la mancanza». Favorevoli, infine, anche i dipendenti: «Perché – sostiene Umberto Caretti, coordinatore nazionale CGIL per lo spettacolo – negli incontri avuti con il Ministero dei Beni Culturali non solo ci è stato garantito il mantenimento degli attuali livelli occupazionali, ma anche la possibilità di recuperare i circa 40 dipendenti che facevano capo al laboratorio di sviluppo e stampa, prima messi in mobilità e poi licenziati».