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 2017  febbraio 24 Venerdì calendario

Multe in aumento il 78% dei romani non le vuole pagare

Flaminia Savelli per la Repubblica
Multe in aumento ma i romani non pagano: il 78% delle contravvenzioni dell’ultimo semestre del 2016 è “insoluta”, quindi non saldata. E nelle casse del Campidoglio l’ammanco è da capogiro superando il milione di euro. Una percentuale altissima mai registrata prima e per chi non provvederà nei tempi indicati per i pagamenti scatterà, come previsto, la cartella esattoriale.
Intanto il Comando Generale della polizia locale ieri in una nota ha precisato “nel 2016 il totale delle sanzioni effettuate dal personale della Polizia di Roma Capitale è stato dello +0.37 % superiore allo stesso periodo del 2015”. Un incremento delle violazioni dovuto anche all’utilizzo di macchine e telefonini dotati di Street control. Il sistema delle multe digitali – adottato dall’ottobre del 2014 – ha fatto registrare numeri record in termini di incassi: 7 milioni di euro nei primi sei mesi di attività per un totale di 96mila contravvenzioni. Non senza polemiche e ricorsi in cui si contestava proprio l’utilizzo delle telecamere sulle auto di pattuglia. Ma lo scorso anno è arrivato l’ok definitivo dal ministero dei Trasporti che ha stabilito: “Se la telecamera a bordo è gestita da un operatore di polizia, il sistema di ripresa può essere utilizzato come un taccuino elettronico che facilita l’acquisizione dei dati identificativi del veicolo”. Ai sanzionati perciò non è rimasto altro che pagare il conto. Non per tutti però: «L’aumento dei mancati pagamenti è esponenziale» spiegano dagli uffici di via della Consolazione e «tra le prime cause c’è la crisi economica che ha messo in seria difficoltà i cittadini. Il nostro sistema funziona a pieno regime come raccontano i numeri». Nonostante il numero effettivo degli agenti in strada sia diminuito del 3,98% rispetto allo scorso anno per i pensionamenti e la mancata assunzione del nuovo organico.
Eppure quello delle multe non saldate non è il primo campanello d’allarme. A gennaio a richiamare all’ordine gli automobilisti è stata la Regione Lazio dove è stato registrato un buco – solo per il 2016 – da 60milioni di euro non versati. In sostanza, un romano su cinque non ha pagato la tassa regionale. Carte alla mano, su 5.296.176 veicoli circolanti ben 969.009 sono irregolari. In questo caso l’imposta varia dai 220 euro per auto di media cilindrata fino a un massimo di 450 euro annui. Soldi che, anche in questo caso, verranno recuperati con la cartella esattoriale.
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Chiara Pellegrini per Libero 
Circa 6.000 unità tra istruttori, funzionari e dirigenti, venti automobili dotate di streetcontrol, oltre 200 smartphone per multare chiunque infranga il codice della strada, eppure a Roma gli incassi delle multe erogate dai vigili urbani sono crollati del 78%.

Stando all’inchiesta del mensile Quattroruote, infatti, nel primo semestre del 2015 il Comune di Roma ha incassato 66.759.807,84, nello stesso semestre del 2016 30.205.972,45. Nel secondo semestre 2015 78.888.378,53 nello stesso periodo del 2016: 1.195.741,53.
Proprio lo scorso gennaio il Campidoglio aveva vagheggiato un «bonus multe», una sorta di premio ai vigili che avessero comminato più verbali. Un’iniziativa non soltanto criticata da Federconsumatori Lazio, che indicava il provvedimento come «dannoso e poco corretto per far fronte ai tagli degli stipendi dei vigili nella Capitale e all’assenteismo dilagante del corpo municipale», ma osteggiata persino dai sindacati. Secondo Marco Milani, coordinatore romano dell’Ugl “polizia locale” «la presenza dei vigili urbani dovrebbe garantire prevenzione e la sicurezza. Non certo trasformare il Corpo in un esercito di motivati esattori».
Anche le tabelle fornite dal corpo dei vigili urbani confermano lo stesso andamento al ribasso degli incassi. Dai 2 milioni e 538.000 euro nel 2015, si è passati a 1 milione e 944.000 del 2016.
In realtà però, come spiegano il Comando dei vigili urbani, non sono i poliziotti di strada a comminare meno multe e i dati lo confermano. Nel 2016 infatti le multe staccate dai vigili sono state 1.191.175 contro 1.191.175 vale a dire un aumento di appena lo 0,37%. Dal Comando chiariscono che i conteggi presi in esame dal mensile tengono conto degli incassi e non delle multe erogate. Tre le sanzioni e gli incassi passano infatti i ricorsi: attraverso i giudice di Pace il prefetto. Poi c’è una quota di automobilisti che non fa ricorso ma che direttamente non paga le multe e aspetta che arrivi direttamente la cartella di Equitalia o che magari confida in una sanatoria. «Quindi», aggiungono, «nonostante il numero di agenti in forza al Corpo, notoriamente ridotto, di 5800 unità su di un organico previsto di 8300, sia sceso negli ultimi due anni di un ulteriore -3,98%, il Comando Generale conferma che l’attività sanzionatoria è stata caratterizzata da continui incrementi, come peraltro accaduto nell’anno precedente».
Certamente il dato resta anomalo, perché questo crollo verticale degli incassi? Possibile che solo a Roma si contestino le multe? In questo senso dal comando generale non sono stati in grado di fornire spiegazioni. Tuttavia, tornando ai numeri di Quattroruote, il confronto tra Roma e gli altri capoluoghi di provincia italiani è disarmante. È Milano la capitale d’Italia 2016 per le multe: con 157 milioni di euro incassati e una media di 116,78 euro a contravvenzione. Rispetto ai dati di un anno prima, però, c’è un calo sensibile, il 21,6%. E forse è proprio per questo motivo che la giunta guidata da Giuseppe Sala ha deciso un’altra infornata di autovelox fissi in città. Da notare, poi, che il capoluogo lombardo primeggia anche nella top ten pro capite. Milano precede sul podio degli «importi medi più elevati per verbale». Seguono Padova e Parma, rispettivamente con 92,30 e 90,78 euro, ed entrate comunali di 19,42 milioni di euro (+12,8% sul 2015) e 17,5 milioni di euro (+34,8%). Milano, che a onor di cronaca ha visto scendere in un anno la cifra raggranellata dai «ghisa» e dagli ausiliari della sosta del 21,6%, precede quanto a incassi complessivi Torino con 47 milioni di euro (-2,1%), e Firenze con 34,5 milioni di euro (+15,1%). Per Quattroruote si tratta di un dato importante ed in controtendenza: mentre la classifica dei ricavi assoluti è logicamente dominata dalle città più grandi, la top ten dei ricavi pro capite registra la presenza di ben cinque città con meno di 100mila abitanti.
I tartassati nel frattempo possono ricorrere alla «rottamazione» delle vecchie multe (2000-2015) annunciata dal governo Renzi lo scorso novembre. Si tratta di quei verbali per infrazioni al Codice della Strada, che non sono stati pagati dagli automobilisti entro 60 giorni dalla notifica effettuata dal Comune e che sono finiti ad Equitalia, dove hanno subito una maggiorazione. Ma c’è ovviamente un problema, erano 4.725 i Comuni italiani chiamati a decidere entro l’1 febbraio 2017 se applicare anche sul proprio territorio la possibilità di rottamare le ingiunzioni per tributi locali e multe stradali. Non tutti hanno aderito. Palazzo Marino, per esempio, ha rifiutato di prendere alla procedura di definizione agevolata, ovvero la facoltà di annullare le sanzioni applicate a multe e tributi notificati (sulle infrazioni al Codice della strada, Tasi, Tari, Imu e una serie di altri oneri). Il motivo? La rottamazione «produrrebbe una chiara disparità di trattamento a danno di chi ha regolarmente pagato». Insomma è meglio informarsi di comune in comune, sempre che le amministrazioni locali abbiano deciso il da farsi.