la Repubblica, 24 febbraio 2017
Il finale amaro della favola Ranieri
LONDRA Da re della Premier a esonerato, per evitare la retrocessione nel giro di otto mesi. L’esperienza di Claudio Ranieri al Leicester è finita ieri sera con un licenziamento che sembrava nell’aria da settimane ma che la proprietà del club aveva escluso, rinnovando fiducia all’allenatore che aveva portato il titolo in uno dei più grandi exploit nella storia dello sport. «È stata la decisione più difficile che abbiamo mai preso, dovevamo però agire nell’interesse della società, il cambiamento è doloroso ma necessario», dice un portavoce alla Bbc, indicando che non ci saranno per ora altri commenti e che è già iniziata la ricerca di un sostituto: secondo la stampa inglese, in pole ci sarebbe Roberto Mancini. Intanto, in panchina contro il Liverpool, lunedì, andrà l’ex vice di Ranieri, Craig Shakespeare, con Mike Stowell. Lasciano il club i collaboratori italiani del tecnico romano Paolo Benetti ed Andrea Azzalin.
Da Ranieri, per il momento, nessuna reazione. Cinque sconfitte consecutive in Premier, con la zona retrocessione distante appena un punto, poi nel weekend l’eliminazione in Fa Cup contro il Millwall con un gol al 90’, hanno segnato la sua sorte. Pareva che avrebbe avuto un’altra chance dopo la sfida di Champions a Siviglia: sconfitta per 2-1 che tuttavia, con la rete segnata in trasferta che vale doppio, opera di quel Jamie Vardy, 24 gol nella Premier 2015-16 ma solo 7 in questa stagione, avrebbe potuto essere l’inizio di una riscossa.
Il tecnico italiano aveva messo le mani avanti fin dall’inizio di questo campionato, avvertendo che il suo obiettivo era arrivare tra le prime dieci e «divertirsi» in Champions, cosa che è riuscito a fare nel girone eliminatorio. Ma la situazione è progressivamente peggiorata: fuori dalla Coppa di Lega, fuori dalla Coppa d’Inghilterra e pericolosamente vicino all’onta della retrocessione. La scommessa impossibile, vincere la Premier quando il Leicester veniva dato 5mila a 1, in un certo senso diventa ancora più gloriosa con il licenziamento del tecnico nove mesi più tardi, commentano i siti dei giornali inglesi. Non ci sono forse precedenti per un passaggio così brusco dagli altari alla polvere.
Difficile trovare colpe in Ranieri: ha perso una pedina importante, Kanté, le stelle Vardy e Mahrez non brillano più, la squadra che non prendeva reti sembra non saper più difendere. Insomma, miracolo finito. Qualcuno dirà che, come non è responsabile del declino, l’uomo in panchina non aveva meriti nel primato del maggio scorso. Ma una cosa è certa: la Premier non dimenticherà Claudio Ranieri.