il Fatto Quotidiano, 24 febbraio 2017
Tags : Polizia Donne
Il club degli (uomini) sbirri trema, il capo porta la gonna
Il volto secco e duro, niente trucco, solo un filo di rossetto rosso vivo sulle labbra sottili, capelli corti brizzolati e sguardo deciso.
Non potrebbe essere più da stereotipo l’immagine di Cressida Dick, appena nominata capo di Scotland Yard. È la prima donna a capo della storica forza di polizia londinese in 187 anni e non dovrebbe neppure essere una notizia, in un Paese dove le donne sono al vertice di tutto. È donna la regina Elisabetta, è donna la prima ministra Theresa May, è donna Amber Rudd, ministra dell’Interno che ha fortemente spinto per la sua nomina.
Invece è una notizia, perché comunque Cressida Dick siederà a capo di una delle istituzioni più maschili e maschiliste del Regno Unito. Tradizionalmente, Scotland Yard è un affare di uomini, un club di compagni di liceo e di rugby, gli sbirri che si incontrano al pub a scolare pinte di birra dopo il servizio.
E questo non è solo uno stereotipo. Le poliziotte? Sì, brave. Intuitive, dedicate, in ascesa. Ci siamo abituati a familiarizzare con loro nelle serie tv e nei telefilm. Ma la realtà è un’altra cosa. Invece qui la realtà ha superato la fiction. Si dice che le donne per ottenere posti di vertice debbano sempre avere più palle degli uomini, perché devono vincere sul campo delle competenze, ma soprattutto su quello dei pregiudizi. Nel caso di Cressida Dick il suo curriculum è talmente di alto profilo che la domanda non si pone neppure: 56 anni, una laurea al Balliol College di Oxford, la madre era una professoressa di Storia di Oxford e il padre di Filosofia. Ha iniziato come poliziotta di quartiere nel 1983 per poi scalare la gerarchia della Metropolitan Police, diventando funzionario nel 2009 e nel 2012 era la responsabile della sicurezza antiterrorismo durante le Olimpiadi. A febbraio 2013 la classifica annuale della Bbc la metteva tra le 100 donne più potenti del Regno Unito. Poi aveva lasciato, per un posto al ministero degli Esteri, sempre nel campo della sicurezza nazionale antiterrorismo.
Con questo curriculum, rimane l’altra domanda di rito: fa differenza avere una donna, per quanto altissimamente qualificata, a capo di Scotland Yard? Probabilmente sì, sennò non l’avrebbero nominata. La scelta è stata bipartisan: l’hanno voluta i conservatori (Theresa May e Amber Rudd) e il laburista sindaco di Londra Sadiq Kahn. Perché è un messaggio a quel club di uomini di cui si diceva, che ne hanno combinate di cotte e di crude e sono stati travolti dagli scandali. A partire dalle intercettazioni telefoniche dei tabloid di Rupert Murdoch per finire con gli scandali sugli abusi sessuali alla Bbc e nelle scuole più prestigiose del Regno, c’era sempre qualche alto funzionario della Metropolitan Police invischiato. Lo scandalo Murdoch è stato macroscopico e ha visto rotolare la testa dell’allora capo di Scotland Yard, quando si scoprì che tanti poliziotti si erano fatti corrompere dai giornalisti per passare informazioni riservate sui Vip.
Quindi Cressida è una dura, ma ha anche un alto profilo etico. Nonostante l’ombra che grava sulla sua carriera. E quell’ombra si chiama Jean Charles de Menzes, un elettricista brasiliano di 27 anni ucciso in una sparatoria alla stazione della metropolitana di Stockwell il 22 luglio 2005: era stato scambiato per un terrorista e a capo delle operazioni quel giorno c’era lei, Cressida. Erano i giorni convulsi dopo gli attentati di Londra del 7/7. Per questo il caso di Stockwell non ha fermato la sua carriera. Erano giorni eccezionali, quindi il grilletto facile dei poliziotti è stato in qualche modo perdonato dall’opinione pubblica. E anche in quell’occasione Cressida Dick mostrò il suo carattere: si prese tutta la responsabilità senza cercare di insabbiare. Il messaggio al paese e alla famiglia di De Menzes (che comunque ha protestato per la nomina) è sempre stato: gli errori devono servire per imparare.