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 2017  febbraio 24 Venerdì calendario

È il teucrio la pianta più affidabile nel giardino mediterraneo del 2000

Nei nuovi e numerosi giardini della bassa Maremma, e in quelli di Capalbio in particolare, il «Teucrium fruticans» è ormai diventato un vero landmark botanico: con il lentisco, la fillirea e l’ulivo forma un quartetto inseparabile, mentre gli assoli dei cipressi ne possono confortare lo spartito. È pianta bellissima in gruppi un po’ arruffati e scomposti, meno bella a mio giudizio se costretta in forme geometriche, soprattutto se a palla o pon pon: un successo guadagnato sul campo, che ha fatto del teucrio non soltanto il leit motiv del luogo, ma l’emblema di un modo moderno e al passo coi tempi di pensare il giardino italiano, almeno là dove il clima lo consente, in questo caso dalla Liguria in giù. Un giardino che è ben differente da quelli del passato nelle forme e soprattutto nelle esigenze, «sostenibile» diremmo oggi con un termine che piace moltissimo, dove le foglie, con i loro colori e le loro tessiture, assumono maggiore importanza delle fioriture ed il secco e l’aridità si trasformano gioco forza da limite a prerogativa, aprendo tutta una serie di scenari nient’affatto dimessi e sacrificati, ma anzi ricchissimi ed affascinanti.
Clima secco
Nel «rinato» giardino mediterraneo, quello così sapientemente descritto da Olivier Filippi, non vale più ciò che sembra intuitivo, che l’abbondanza delle acque garantisca il benessere delle piante. Almeno per molte di esse è piuttosto vero il contrario: è nei terreni detritici, asciutti e spesso poveri che riescono a dare il loro meglio, con qualche piccolo aiuto, soprattutto nei periodi più caldi, ma sempre sapendo che per loro l’eccesso di irrigazione crea molti più problemi di quanti ne risolve. Forse che finalmente l’Italia stia trovando la sua strada, dopo avere per anni e anni e con fatica scimmiottato gli irraggiungibili giardini d’Oltremanica?
La storia
Il «Teucrium fruticans», un po’ come il rosmarino, cresce dappertutto sulle sponde del Mediterraneo, arroccato su rupi calcaree e in pieno sole: se lasciato inselvatichire può raggiungere, appoggiandosi ai rami degli altri arbusti, anche i tre metri d’altezza. I fiori sono azzurro lavanda, solcati da venature più scure e in boccio da febbraio fin quasi all’estate, le foglie sempreverdi e grigie chiare e i nuovi rami bianchi e a sezione quadrangolare.
Pare che la prima ad intuirne le potenzialità ornamentali sia stata agli inizi del Settecento Mary Somerset, Duchessa di Beaufort, sapientissima giardiniera, bulimica collezionista, mecenate dei più importanti plant hunters dell’epoca: i piantini di «Teucrium fruticans» furono cresciuti con tutte le premure al riparo delle grandi serre di Badminton, nel Gloucestershire. Non deve d’altronde stupire che sia stata proprio un’inglese a valorizzare una pianta del nostro Meridione: da sempre la loro ben nota lungimiranza botanica va di pari passo con la nostra (ahimè altrettanto famosa) trascuratezza verso le flore autoctone.
Le varietà
Oggi di varietà ne esistono molte, anche se non è sempre facile trovarle in commercio: dal più comune T. f. Azureum, a vegetazione compatta e con fiori blu intenso, autentica meraviglia primaverile, ma purtroppo più sensibile al freddo, al T. f. Casablanca, a fiore bianco puro e molto poco comune, dal T. f. Gibraltar, speciale per la sua fioritura eccezionalmente prolungata e con fiore più grande, al T. f. Ouarzazate, evidentemente di origine marocchina e quasi viola. Tutti gradiscono terreni calcarei e ben drenati e possono essere moltiplicati per talea in autunno. L’importante è mettere a dimora piante piccole e allevate in modo spartano, magari meno belle ma più forti e già avvezze agli stenti, avendo cura di innaffiarle a lungo e non spesso, per stimolare l’emissione di radici profonde. Il primo anno i teucri si guarderanno un po’ intorno ed è meglio lasciarli tranquilli, ma una volta ambientati cresceranno veloci, vigorosi e resistenti, ottimi ed affidabili compagni per il «giardino di Capalbio», il giardino mediterraneo del Duemila, a basso consumo e a bassissima manutenzione.