Il Messaggero, 22 febbraio 2017
Troppo alcol ubriaca pure il cuore
Sono quasi 9 milioni in Italia le persone (e 6 milioni sono uomini) che superano i limiti di consumo di alcol oltre i quali si parla di abuso. Il 15,5% degli uomini e il 6,2% delle donne oltrepassa il livello massimo consentito. Mettendo a rischio, oltre che il fegato, anche cervello e cuore. L’effetto dell’abuso di alcol sul cuore è stato appena esaminato in uno studio su 14 milioni di persone (oltre 268 mila con problemi di alcolismo) durato cinque anni e pubblicato sulla rivista scientifica Journal of American College of Cardiology da un gruppo di ricercatori californiani.
I dati rivelano che l’eccesso alcolico si traduce in un raddoppio del rischio di sviluppare un’aritmia quale la fibrillazione atriale, indipendentemente dalla presenza di altri fattori di rischio come il fumo, l’ipercolesterolemia o diabete. L’abuso si è dimostrato il principale tra i fattori di rischio. Un’ulteriore conferma. Anche altri studi precedenti, infatti, hanno messo in evidenza l’aumento del rischio di aritmie cardiache anche con dosi basse o medie di consumo alcolico.
Bere oltre il limite, si legge nella ricerca, ha determinato anche un innalzamento delle probabilità del rischio di infarto miocardico. Mentre lo scompenso cardiaco risultava più che raddoppiato negli alcolisti rispetto al campione di controllo nel periodo dello studio.
SCOPERTE
Di questo studio è importante sottolineare che le persone senza altre malattie (a parte l’alcolismo) sono quelle in cui l’abuso determina l’aumento maggiore del rischio di avere fibrillazione, infarto o scompenso cardiaco. Se consideriamo che i giovani sono solitamente i soggetti più sani se ne deduce che proprio loro sono quelli che dall’alcol potranno avere i danni maggiori.
Visti i risultati, lo studio californiano sembra andare in conflitto con le ricerche che sostengono i benefici delle basse dosi di alcol, sul sistema cardiovascolare. In realtà, per ciò che riguarda la fibrillazione atriale non c’è prova di alcun beneficio, anzi sembra che la cura della fibrillazione sia più difficile in chi assume alcol rispetto agli astemi. Per l’infarto invece ci sono studi che hanno dimostrato che basse dosi di alcol danno un incremento del colesterolo hdl (quello buono) ed effetti positivi sulla coagulazione e sul metabolismo del glucosio. Attenzione, però, al possibile rialzo della pressione.
EFFETTI
Nel Pianoro Study sugli anziani, un moderato consumo di alcol (meno di due drinks al giorno) si associava ad una riduzione della mortalità. Se però si prendevano in considerazioni altre variabili (stato di salute, attività fisica ecc.) questa associazione risultava meno significativa.
Direttore di Cardiologia intensiva Policlinico Gemelli – Università Cattolica Roma