Il Sole 24 Ore, 22 febbraio 2017
Aumenta il rosso per il Bologna «canadese»
Il ritorno in serie A non ha giovato ai conti del Bologna Fc. Il club rossoblù con targa canadese, la proprietà appartiene per oltre il 99% a Joey Saputo, 52 anni, imprenditore dei formaggi che è anche presidente della squadra di calcio Montreal Impact, ha chiuso con una perdita netta di 32,6 milioni di euro il bilancio al 30 giugno 2016.
Il risultato è peggiorato non solo rispetto al rosso di 28,4 milioni del bilancio al 30 giugno 2015, quando il club era in serie B, ma anche rispetto all’esercizio precedente, nel quale la società era in serie A e aveva perso 16 milioni. Il vero confronto andrebbe fatto quindi con il bilancio 2014.
I ricavi (valore della produzione), escluse le plusvalenze da cessione calciatori, sono saliti a 54 milioni e sono superiori sia ai 26,5 milioni del campionato in serie B, sia ai 45,87 milioni del bilancio 2014. Una consolazione per il Bologna è che l’anno scorso ha evitato la retrocessione, piazzandosi quattordicesimo in serie A. Tra i ricavi 34,1 milioni sono stati generati dai diritti televisivi, 8,1 milioni da sponsor e pubblicità.
Il costo del personale è salito a 46,88 milioni, 17 milioni in più rispetto alla serie B e 7,8 milioni rispetto al precedente campionato di A. Nel 2016 mancano le plusvalenze da calciomercato. Invece c’erano 3,1 milioni di plusvalenze nette nel 2015 e 18,2 milioni nel 2014.
Il valore dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori è salito a 30,67 milioni, rispetto ai 24,45 milioni del precedente bilancio in serie A. Considerando anche i costi e proventi per le acquisizioni o cessioni temporanee di calciatori, il risultato complessivo della gestione operativa del parco calciatori nel 2016 è negativo per 3,2 milioni, rispetto al saldo positivo di 4,4 milioni del bilancio 2015.
Le operazioni di mercato più rilevanti sono state l’acquisto di Mattia Destro dall’As Roma per 7,5 milioni, Godfred Donsah dal Cagliari e Luca Rizzo dalla Sampdoria, per 4,5 milioni ciascuno.
Il 23 giugno 2016 il club ha firmato il contratto preliminare di acquisto «per un valore di 4 milioni» del centro tecnico di Casteldebole, si legge nel verbale dell’assemblea dei soci del 27 ottobre scorso. Per l’operazione il club ha costituito una società interamente controllata, Bfc Real Estate, a favore della quale il 24 giugno 2016 il Credito sportivo ha deliberato un mutuo di 5,78 milioni per l’acquisto e ristrutturazione del centro di Casteldebole. Il venditore è la società Galotti Spa, di proprietà di Luciano Marchesini insieme ai figli Luigi e Alberto e alla moglie Anna Maria Rigosi. La vendita è stata perfezionata il 13 dicembre 2016. Intanto l’immobiliare Galotti è stata messa in liquidazione e affidata a due liquidatori, l’avvocato Maurizio Bravura e il commercialista Matteo Tamburini, tra i fondatori dello studio Gnudi. Il cda del Bologna Fc prevede per quest’esercizio una perdita di 13 milioni. L’azionista di controllo, la lussemburghese Bfc 1909 Lux Spv Sa, si è impegnata a una nuova ricapitalizzazione, dopo i 71 milioni iniettati con tre aumenti di capitale, a partire dalla fine del 2014.