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 2017  febbraio 22 Mercoledì calendario

Tutte le differenze tra auto bianche Uber e noleggiatori. Le licenze valgono fino a 400 mila euro

ROMA Una licenza di taxi sul mercato di Milano e Roma oscilla tra 150 e 200 mila euro, poco meno a Napoli, ma a Firenze raggiunge anche i 350 mila e a Venezia tocca la cifra record di circa 400 mila. «Questa è la nostra liquidazione – dicono i tassisti – quando andremo in pensione», pensando alla futura vendita della licenza. A oggi i Comuni ne hanno concesse circa 50 mila. Sull’altro lato della barricata ci sono i noleggiatori con conducente (ribattezzati «ncc»): le autorizzazioni rilasciate dalle amministrazioni comunali sono complessivamente circa 80 mila. E anche in questo caso è sempre l’ente locale a concedere il permesso al noleggiatore che poi può rivendere il documento per una cifra che si aggira sui 50-60 mila euro.
Rinnovi e controlliLo scontro feroce e strisciante che da anni va avanti tra tassisti e ncc si è arricchito negli ultimi tempi dell’arrivo di «Uber», la multinazionale che tramite una app manda un’auto con autista a prendere il cliente per accompagnarlo dove desidera. «Uber paga le tasse all’estero, ma lavora qui in Italia – ricorda Angelo Mele, tassista e presidente di un’associazione di categoria Assodemoscoop – e questo non mi sembra giusto». Mele, sposato e padre di due figli di 12 e 15 anni, ha acquistato la sua licenza per 200 milioni di vecchie lire nel 2000: «Noi siamo controllati – ricorda —. Quando ogni cinque anni rinnoviamo la licenza, se in Comune scoprono che abbiamo la fedina penale sporca, ce la ritirano. E poi ogni anno facciamo i controlli per l’uso di stupefacenti e alcol. Chi controlla gli autisti di Uber?».
Il trattamento fiscale
Le differenze tra chi guida un’auto bianca e un noleggiatore sono molte, a cominciare dal trattamento fiscale: i tassisti italiani guadagnano 1.100 euro al mese, vale a dire meno di un metalmeccanico. A Roma la media dichiarata è di 1.150, a Milano di 1.200 euro. Il calcolo viene fatto in base agli studi di settore, ma non bisogna dimenticare i costi di gestione (manutenzione dell’auto, carburante e assicurazione, condivisi con gli ncc). Rimane alto, però, il sospetto che un tassista incassi molto di più. Un ncc, invece, paga le tasse in base a quanto fattura e pure qui, per esplicita ammissione di qualche noleggiatore, «c’è una quota di “nero”, come in molte altre categorie». Il tassista ha una tariffa comunale (a Roma 97 centesimi a chilometro) più 2,80 euro di quota fissa di partenza (che varia in base all’orario), oltre ai supplementi per bagagli e numero di passeggeri. Per un noleggiatore, invece, il costo del viaggio deriva dalla libera contrattazione tra lui e il cliente. Inoltre, i conducenti hanno la possibilità di lavorare anche fuori dal comune in cui hanno ottenuto l’autorizzazione, elemento questo di grande scontro tra le due categorie.
L’accusa di monopolio
«La deregulation e i mancati controlli hanno portato oggi solo truffe ai danni dei cittadini», sostiene Mele riferendosi ai casi di licenze ncc falsificate.
«I tassisti dovrebbero rendersi conto che non possono continuare a mantenere posizioni di privilegio nel mercato – replica Giulio Aloisi, 55 anni, da 34 noleggiatore —. Mi dispiace solo notare che Uber e la liberalizzazione del settore non c’entrino nulla con la protesta di questi giorni». Aloisi, sposato e padre di due ragazzi di 12 e 14 anni, sottolinea: «Non è vero che noi rubiamo lavoro ai taxi e anche Uber deve essere regolato. Ma basta monopoli».