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 2017  febbraio 22 Mercoledì calendario

Stupro prescritto, l’ira di Orlando: «Fa ribollire il sangue»

ROMA E ora il Guardasigilli Andrea Orlando vuole sapere perché a Torino è potuto finire in prescrizione il processo contro il violentatore di una bambina che ormai è una donna. «È un fatto che fa ribollire il sangue, ho mandato gli ispettori con particolare vigore, voglio capire cos’è successo» dice il ministro della Giustizia. Ad Alessandria l’avevano condannato a 12 anni in primo grado, ma non c’è stato il tempo per confermarlo in appello, come ha rivelato Repubblica.
Il caso concreto è doloroso – «incuria inescusabile» la definisce la Pd ed ex toga Donatella Ferranti – ma i numeri, da oltre dieci anni, documentano la sistematica moria dei processi, il tarlo che erode la giustizia dal suo interno. «Il fallimento dello Stato» come disse un anno fa a Repubblica il ministro della Famiglia Enrico Costa commentano gli ultimi dati disaggregati per città sulla prescrizione, da cui risultava che proprio Torino era in vetta alle classifiche con il 19,4% di incidenza tra processi prescritti e processi definiti in tribunale e il 31,3% in Corte di Appello.
Ultimi e ancora unici dati, minuziosamente suddivisi per distretto, ancora non aggiornati, anche se febbrilmente ci sta lavorando il capo della Statistica di via Arenula Fabio Bartolomeo, su input di Orlando che vuole a tutti i costi presentare il nuovo dossier e ottenere così un decisivo via libera per approvare al Senato, e poi alla Camera, il ddl sul processo penale che contiene anche un bonus di tre anni in più tra Appello e Cassazione proprio per la prescrizione. Sarà necessaria la fiducia e sarà una prova delicata per il governo Gentiloni dopo la scissione nel Pd.
I dati dunque. 219.146 prescrizioni nel 2004. Cioè altrettanti processi andati al macero. È il dato più alto, poi la prescrizione cala, 189.588 processi prescritti nel 2005, 164.115 nel 2007, 159.460 nel 2009, 142.387 nel 2010, 128.884 nel 2011, 123.249 nel 2013, 132.739 nel 2015. E siamo al primo semestre del 2016, l’ultimo dato disponibile, 78.504 processi in fumo. In Cassazione, per l’apertura dell’anno giudiziario, il primo presidente Gianni Canzio ha parlato di prescrizione «irragionevole perché continua a proiettare gli effetti di estinzione del reato nel corso del processo, pur dopo la condanna di primo grado». Alla Suprema corte le prescrizioni sono poca cosa, 767 nel primo semestre 2016, l’1,3%, perché la regola tassativa è di fare prima i processi che rischiano, ma nei tribunali sono 31.610 e 22.380 nelle Corti di Appello. La massa resta quella nella fase di indagine, ben 82.923 processi, il 59,4 per cento del totale.