22 febbraio 2017
LUNA DI MIELE PER SETTE Secondo l’Istat le seconde nozze, dopo una divorzio o una vedovanza, rappresentano il 17% dei matrimoni celebrati nel 2015
LUNA DI MIELE PER SETTE Secondo l’Istat le seconde nozze, dopo una divorzio o una vedovanza, rappresentano il 17% dei matrimoni celebrati nel 2015. Gli uomini hanno in media 53 anni se sono divorziati e 69 se sono vedovi, le donne 46 anni se divorziate e 54 anni se vedove. Gli sposi senior non rinunciano ai festeggiamenti né alla luna di miele. Tanto che CartOrange, la più grande azienda italiana di consulenti di viaggio presente nei giorni scorsi alla fiera MilanoSposi, promuove per loro un target di vendita ad hoc. Gianpaolo Romano, amministratore delegato di CartOrange: «Per noi le lune di miele con coppie over 60 rappresentano un mercato in crescita» (Foschi, Rep).
Gli honeymooners over 60 sono ottimi clienti, perché hanno budget alti e grande disponibilità di tempo: se hanno già concluso la propria carriera lavorativa, a volte si concedono viaggi di un mese, o addirittura due, senza badare ai costi. Spesso gli sposi senior sono persone che hanno già viaggiato molto nella vita, quindi hanno le idee chiare su ciò che vogliono. E quali sono le loro richieste? Prima di tutto l’assistenza 24 ore su 24. «I viaggiatori senior chiedono elevato comfort, perciò prediligono strutture di alto livello. Se possono contare sulla buona salute, non rinunciano davvero a nulla: escursioni, sport, immersioni. Desiderano seguire le proprie passioni e sono curiosi, vogliono provare esperienze nuove», spiega Romano.
Fra le richieste più frequenti dei sessantenni in viaggio di nozze, c’è quella di personalizzare la vacanza con esperienze particolari. CartOrange propone Fly&Guide, il viaggio di nozze con autista e guida al seguito. Una sorta di tour privato che si modula a seconda di quello che gradiscono i clienti: dal corso di cucina in Vietnam alla crociera al tramonto a bordo d’imbarcazioni tradizionali in Oman, fino al pernottamento in un campo tendato di lusso, dove trascorrere una notte sotto il cielo stellato. «È una formula molta apprezzata», spiega Romano, «perché li fa sentire meno turisti e più viaggiatori, ma con la sicurezza di essere seguiti e coccolati in ogni momento da personale professionale e preparato».
Gli over over 60 scelgono le mete più varie: «Dai grandi classici come gli Stati Uniti, il Giappone, la Polinesia e l’Austrialia fino a paesi meta di vacanze più avventurose come Sri Lanka, Oman e Cuba». La distanza non è un problema: «Anzi, hanno una grande voglia di scoprire il mondo ma sempre con l’accortezza di prenotare voli diretti, con orari e servizi di assistenza che siano i più confortevoli possibili». Un altro stereotipo da sfatare è che i turisti over 60 siano poco tecnologici: «Al contrario, si informano molto sul web, per confrontare opinioni e prepararsi sulle destinazioni. Sono molto “social” e durante la luna di miele condividono tantissime foto con gli amici, quindi danno a connettività e wi-fi la stessa importanza di un millennial».
Il nome “luna di miele” deriva dall’usanza scandinava di bere ogni giorno del primo mese di nozze un boccale di miele e vino (idromele). Altri fanno risalire l’origine dell’espressione al Sedicesimo secolo, quando si diffuse l’idea che il primo mese di matrimonio fosse il più dolce. Un’altra teoria collega la luna di miele alla parola nordica hjunottsmanathr, termine che significa «di nascosto» e si riferisce all’antica abitudine dell’uomo di rapire la sposa e nasconderla ai familiari fino a farli desistere dal riportarla a casa (o finché la donna non rimaneva incinta).
In svedese luna di miele si dice “smekmànad” che significa “il mese dei baci”.
In Gran Bretagna, nel Diciannovesimo secolo, i viaggi di nozze riguardavano solo le coppie che andavano a far visita ai familiari e agli amici che non avevano potuto partecipare alla cerimonia nuziale. La tendenza si diffuse nel resto d’Europa verso la fine dell’Ottocento, quando i novelli sposi cominciarono a organizzare viaggi non per vincoli familiari ma per puro piacere.
Secondo il portale internazionale Zankyou.it gli italiani per la luna di miele spendono in media dai 3.000 ai 5.000 euro a coppia. L’85% delle coppie dichiara di non volerne fare a meno. Nel 2015 in Italia sono stati spesi per i viaggi di nozze 5 miliardi di euro.
Sempre più spesso il viaggio di nozze sta diventando viaggio di gruppo: non più honeymoon ma buddymoon, dove buddy sta per amico del cuore, amico per la pelle, compagnone. Travelex, sito specializzato in viaggi, sostiene che un quinto degli sposi portano gli amici con sé in luna di miele. Una tendenza confermata anche dai Vip: Jennifer Aniston e Justin Theroux nell’agosto 2015 hanno fatto la luna di miele a Bora Bora insieme ai propri amici, Reese Whiterspoon lo scorso settembre è andata in Belize con il nuovo marito Jim Toth, gli amici di entrambi e i suoi figli (dal precedente matrimonio).
Quando seppe che doveva sposare Maria José del Belgio, Umberto di Savoia si mise a piangere e chiese ai nobili piemontesi suoi amici che lo accompagnassero nel viaggio di nozze.
I pettegolezzi dicono che Maria José e Umberto di Savoia non dormirono mai insieme: lei definì la luna di miele, alla quale parteciparono praticamente tutti gli amici di baldoria del principe, «proprio una bella scampagnata».
Nel 2011 una sposina di Napoli, Marianna, 36 anni, ha chiesto il divorzio dal marito perché lui s’è portato la madre in viaggio di nozze a Parigi. Il giorno della partenza, la suocera si è presentata in aeroporto e, alle lamentele della moglie, l’uomo ha risposto di non poter lasciare la mamma malata da sola. Dopo la luna di miele in tre, la moglie è tornata a casa dei propri genitori.
Nel 2015 la nigeriana Aisha Dannupawa ha chiesto il divorzio subito dopo la luna di miele perché solo allora ha scoperto che il marito, Mnombo Madyibi, 32 anni, aveva un membro gigante. L’uomo per le dimensioni dei suoi genitali era soprannominato “anaconda” dai compagni di football, ma la futura sposa, illibata, era all’oscuro delle sue doti nascoste: i due per consumare il rapporto avevano deciso di aspettare fino alla prima notte del viaggio di nozze. Alla vista del membro del neosposo, la donna prima gli ha morso un orecchio, poi ha cercato di soffocarlo con un orso di peluche che lui le aveva regalato e infine gli ha rotto una bottiglia di vino in testa: «È lungo come un cetriolo, e peloso come un cespuglio: è spaventoso!», ha poi spiegato per giustificare la sua reazione.
Alberto di Monaco e la princesse Charlene, in luna di miele in Sudafrica, dormirono in hotel separati (e distanti circa 15 chilometri).
Quando Anna Proclemer si sposò con lo scrittore Vitaliano Brancati: «Feci in modo di far coincidere la luna di miele con le mestruazioni. Lui poi era siciliano, figuriamoci».
In luna di miele Filippo duca di Edimburgo portò 2 valigie, Elisabetta II 15 valigie e il cane.
l principe di Galles e Wally Simpson tornarono dal viaggio di nozze in Francia con 226 colli.
In visita all’Accademia West Point per il viaggio di nozze, Grace Kelly chiese di condonare ai cadetti le punizioni che stavano scontando.
Nel 2010 Victoria di Svezia e il Daniel Westling, dopo il matrimonio, partirono per il viaggio di nozze su un jet privato Falcon 7 messo a disposizione dal miliardario svedese Bertil Hult. A bordo la coppia trovò una bottiglia di champagne millesimé, un immenso mazzo di rose rosse e una cabina matrimoniale con lenzuola di seta. Dopo due stop tecnici in Islanda e in Canada, il jet atterrò a Papeete, in Polinesia. Qui li aspettava lo yacht Erica XII, sempre di proprietà di Bertil Hult, un 52 metri dal valore di 35 milioni di euro. Il viaggio di nozze durò 6 settimane.
Regali del produttore hollywoodiano Mike Todd alla moglie Elizabeth Taylor (lei era già al terzo matrimonio), durante la luna di miele a Cap Ferrat in Costa Azzurra: una Rolls Royce con le iniziale di lei in oro sulla targa, un diadema di brillanti e rubini, un aereo privato battezzato “Liz”.
«Per ogni regalo ricevuto, al ritorno dal viaggio di nozze, gli sposi dovranno inviare un biglietto di ringraziamento e, se non è stata consegnata alla fine del rinfresco, la bomboniera» (Micol Fontana, “Vivere con eleganza in ogni occasione”, Piemme).
Marilyn e Joe Di Maggio trascorsero la luna di miele in Giappone. Un generale, tale Christenberry, si avvicinò alla coppia e chiese: «Che cosa ne direbbe di comparire davanti ai nostri soldati?». «Lo farei volentieri – rispose Di Maggio – Ma non credo che ne troverò il tempo durante questo viaggio». «Non l’ho domandato a lei – ribatté il generale – ma a sua moglie».
Durante il viaggio di nozze, Madeleine, novella sposa di André Gide, «sorprese il marito proteso fuori dal finestrino del treno a toccare le braccia nude dei ragazzi sulla banchina, con l’aria di un malato o di un pazzo».
Le Maldive, una delle mete predilette per i viaggi di nozze, detengono il record mondiale per tasso di divorzi. Ogni anno negli atolli nell’Oceano indiano 11 coppie ogni mille abitanti si dicono addio. Secondo le stime Onu in media una donna maldiviana prima di raggiungere la soglia dei 30 anni ha già tre divorzi alle spalle. Le ragioni sono un mistero. L’ipotesi più accreditata è che, trattandosi di una società musulmana, dove il sesso prematrimoniale è un tabù, in molti si sposano da giovani per poi appellarsi a un ordinamento giuridico che consente di divorziare con relativa facilità se l’idillio si spezza. Altre ipotesi additano la colpa alla scarsità di servizi per l’infanzia associati al progressivo incremento dell’accesso delle donne al mondo del lavoro.
Tra le mete predilette del 2017 per i viaggi di nozze ci sono l’Oriente, la Nuova Zelanda e il Canada. Continuano ad avere successo mete classiche come Stati Uniti, Australia e Sudafrica.
Dopo la luna di miele una coppia su dieci sprofonda nella depressione. Lo rivela uno studio americano pubblicato dal britannico Daily Mail. Le cifre menzionate riguardano gli Stati Uniti ma è probabile, sostengono gli esperti, che in Europa i dati della “depressione post-nuziale” siano abbastanza simili.
Oscar Wilde definiva le cascate del Niagara «la seconda delusione del viaggio di nozze».