Libero, 21 febbraio 2017
Bankitalia spende cento milioni per dei palazzi inutili
La sede è stata scelta, ed è quella in cui per i primissimi tempi ebbe l’ufficio Antonio Fazio dopo le clamorosi dimissioni da Governatore della Banca d’Italia nel 2005 (l’incarico era ancora a vita). Si chiama villino Huffer, ed è una depandance della banca centrale dall’altra parte della sede principale di via Nazionale. Ed è lì che anche se non esiste ancora una intesa formale a largo raggio con il governo italiano testardamente il governatore attuale, Ignazio Visco, vuole stabilire la sede della sua scuola di «educazione finanziaria». La notizia arriva a dire il vero da un’arida tabella pubblicata sul sito della banca centrale italiana: quella del programma triennale dei lavori pubblici di Bankitalia regolato da un decreto legislativo del 19 aprile 2016. Per rispettare la trasparenza nell’utilizzo delle sue risorse, la banca elenca anche le procedure di restauro o di lavori per la messa in sicurezza dei propri immobili. Un impegno di circa 100 milioni di euro in un triennio: 56,683 milioni di euro nel 2017, altri 35,074 per il 2018 e 10,406 nel 2019. Il singolo investimento più rilevante12,5 milioni di euroriguarda proprio il restauro di villino Huffer a Roma, in via Nazionale 191. E viene spiegato così: «restauro architettonico e riqualificazione funzionale per la nuova destinazione a spazio espositivo per l’educazione monetaria e finanziaria».
È un vero e proprio pallino di Visco, ma anche una indicazione per la trasformazione culturale e operativa della Banca di Italia. Le funzioni della banca centrale sono infatti diminuite negli anni, con i progressivi trasferimenti (prima il controllo sulla moneta, poi anche la grande vigilanza bancaria) alla Bce oggi guidata da Mario Draghi. La perdita di funzioni però non è stata accompagnata da un analogo dimagrimento degli organici. In forza ci sono ancora circa 7 mila dipendenti, e a molti di loro va trovata una nuova missione in alternativa a una ristrutturazione lacrime sangue che non è nello stile di casa e diventa difficile in un organismo che fa utili a palate. Così si è pensato di riconvertire quei dipendenti nella nuova missione della educazione finanziaria per i giovani e per i risparmiatori. Già in questi anni villino Huffer ha ospitato alcune mostre che avevano a tema l’educazione finanziaria ed erano rivolte alle scuole, ma ora la missione dovrà avere una sua sistematicità. E si pensa (molti dirigenti lo hanno fatto capire nelle audizioni parlamentari di questi mesi), di cogliere l’occasione delle varie crisi bancarie che ci sono state (da Banca Etruria a Mps) per ottenere una missione ufficiale da educatori sugli investimenti finanziari. Soluzione che in realtà è piuttosto bislacca, visto che in gran parte erano da educare le strutture della Banca di Italia cui era sfuggita la drammatica situazione di quegli istituti (e talvoltapeggioera stata capita, ma l’informazione non era arrivata ai piani alti) e non i risparmiatori, che risultano in modo ampiamente provato truffati e non male educati. Ma Visco e i suoi insistono caparbiamente sperando di recuperare questa funzione che può diventare determinante per mantenere senza troppe ferite la struttura attuale.
Il Villino Huffer fu costruito fra il 1880 e il 1883 e sarebbe divenuto una vera e propria passione artistica per Gabriele D’Annunzio. La Banca d’Italia lo ha acquisito nel 2011 per farne la sede del proprio archivio storico, e ricavandone qualche ufficio di rappresentanza secondario. Fa parte di un patrimonio immobiliare assai vasto in tutta Italia: 166 immobili, in gran parte ad uso istituzionale, anche se 62 sono stati messi a reddito e altri 64 vorrebbero essere venduti o almeno affittati.