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 2017  febbraio 21 Martedì calendario

Apple ha 216 miliardi di euro che dormono nei forzieri irlandesi

Apple è la società con la maggiore capitalizzazione di borsa, a 700 miliardi di dollari (659,3 mld di euro), grazie al successo dell’iPhone che dal suo lancio, avvenuto nel 2007, ha raccolto all’incirca 1.000 miliardi di dollari (941,9 mld di euro) dalle vendite. L’iPhone costituisce ancora i due terzi della cifra d’affari della società e i tre quarti dei profitti del gruppo che, per uscire dalla monocultura dell’iPhone si sta guardando intorno nel settore dei media dove non esclude di fare qualche acquisizione.
E si parla della quotata Netflix. Ma andiamo con ordine.
Oltre al primato di società con maggior valore del mondo, due altri fattori concorrono al buon umore di Apple in questo momento. Il primo è la progressione continua dell’attività dei servizi (musica, App Store e altro) che diventano il polo maggiore della crescita del gruppo con l’ambizione di raddoppiare le vendite entro cinque anni, per superare i 50 miliardi di dollari (47,1 mld di euro). A riempire di ottimismo gli analisti finanziari sono anche le prospettive per l’uscita, fra qualche mese, di un nuovo modello di smartphone più innovativo, in occasione del decimo anniversario del debutto dell’iPhone.
La seconda è la prospettiva di un cambiamento nella fiscalità americana che alleggerirà considerevolmente la tassazione dei profitti rimpatriati dall’estero. Apple è la società americana più interessata da questa misura con i suoi quasi 230 miliardi di dollari (216,5 miliardi di euro) dormienti nei forzieri dell’Irlanda. Che cosa fare con questi 216,5 miliardi di euro? La prima cosa sarebbe quella di renderne una gran parte agli investitori sotto forma di dividendi o di riacquisto di azioni proprie. Ma ne resterebbe ancora una buona parte per trasformare l’impresa, accelerando la sua virata verso i servizi e uscire dalla monocultura dell’iPhone. Tim Cook, l’amministratore delegato di Apple, l’ha rammentato anche di recente: non si esclude nessuna possibilità di acquisizione, a guidare è soltanto l’interesse strategico. Il candidato ideale si anniderebbe nel campo dei media. E in questo settore il gruppo di Cupertino sarebbe stato tentato di mettere le mani sul gigante Time Warner, ora, però, in fase finale di acquisizione da parte dell’operatore telefonico AT&T. E così, spunta la pista Netflix, secondo quanto ha riportato Edition Multimedia, ripreso dal quotidiano francese Le Monde.
Netflix è il re del video a domanda per abbonamento che in borsa vale 62 miliardi di dollari (58,4 mld di euro) e il cui successo planetario attraversa tutte le televisioni del mondo. Un modo per rispondere all’aggressività sempre maggiore di Amazon, che si indirizza sulla via di Apple specialmente nel campo dell’audiovisivo.