Libero, 19 febbraio 2017
Maria meglio dei giardinetti
Il primo fu Roberto ma ce lo ricordiamo in pochi. Era l’inizio del Duemila e Uomini e Donne era solo un esperimento per Canale 5. Oggi, possiamo dire riuscitissimo. Tutti i giorni tiene incollati alla tv 3 milioni di telespettatori in media (23-24% di share), con buona pace dei competitor Torto o ragione e Detto Fatto. E a maggio, il programma di Maria De Filippi, potrebbe sbarcare addirittura in prima serata per alcune puntate speciali.
Ma come ci siamo arrivati? Riavvolgiamo il vhs di questi 17 anni di onorata carriera. Dopo Roberto, sulla poltroncina rossa si è seduta tale Lucia che, invece di trovare il suo Renzo, ha scelto Costantino. Dal giovanotto del ramo del lago di Como che volge al mezzogiorno, all’imperatore della battaglia di Adrianopoli? Macché, stiamo parlando di Vitagliano: l’antesignano del «tronismo». Chi se la scorda la storia d’amore con Alessandra e le loro ospitate nella Buona Domenica di Costanzo?
Ora c’è Giorgio e il suo nonnismo, nel senso anagrafico del termine. Il cavaliere dalla folta chioma brizzolata ha da tempo una liason (mai finita davvero) con Gemma. Segni particolari: carré platinato. Per i dettagli, citofonare Tina Cipollari che di professione fa l’opinionista. Tra quest’ultima e la dama non c’è simpatia anzi, non si sopportano proprio. Dialogano a suon di mummie con la dentiera, tette siliconate, cerchietti con la scritta «Vuoi fare l’amore con me?» e spray antitarme. Mentre Gianni Sperti se la ride.
È la tv che non ci piace, mormora qualcuno. Eppure il siparietto di mercoledì scorso complice anche l’effetto Sanremo ha segnato il record stagionale d’ascolto: 3.4 milioni di telespettatori e oltre il 26% di share. Menomale che nessuno lo guarda sto programma.
In tutto questo, la De Filippi rimane seduta sul suo amato gradino, che tanto le è mancato sul palco dell’Ariston. Da quella latitudine, la prospettiva dev’essere folgorante. È probabile infatti che proprio lì le sia venuta la geniale idea di regalare al pubblico la prima coppia gay nata sotto i riflettori. Con Claudio e Mario l’operazione normalità è riuscita, lo dice la strada. Dove non è arrivata la Cirinnà che pure ha applaudito è arrivata #QueenMary.
Prima ancora c’era stata la trovata del trono over affollato di ultrasessantenni con l’ormone stimolato dal senso di solitudine. D’altronde chi si può permettere la «divanata pomeridiana»? Gli anziani. Per loro l’appuntamento con Uomini e Donne è immancabile: gli ascolti lievitano. Insieme ai nonni poi ci sono i nipoti che non vedono l’ora la settimana prossima di vedere in onda la scelta di Sonia e l’arrivo del nuovo tronista bocconiano al posto di Manuel.
A coordinare l’andirivieni di amori e simpatie, condite dal rocambolesco cambio generazionale, c’è la Redazione: entità sublime e super partes. Una specie di consiglio dei ministri che però lavora.
Con questo organigramma la trasmissione funziona ed è diventata leader del daytime pomeridiano. Perché? Perché la si concepisce con gli occhi del destinatario. Così, si coglie il cambiamento e si evitano le crisi di Auditel. Forse pure quelle di governo.