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 2017  febbraio 19 Domenica calendario

La moglie, la gemella, l’ex compagna. Il clan Piketty schiera le sue 3 donne

PARIGI La star Thomas Piketty entra nella squadra del candidato socialista Benoît Hamon, ma non per occuparsi di economia e de i temi affrontati nel best-seller globale «Il capitale nel XXI secolo» (1,5 milioni di copie vendute nel mondo). Quel ruolo gli è stato sottratto da Julia Cagé, a sua volta economista (a Sciences Po), studiosa del rapporto tra informazione e democrazia, e sua moglie. Dell’équipe fanno parte anche la cognata Agathe Cagé, sorella gemella di Julia e nuova segretaria generale della campagna per l’Eliseo, e Aurélie Filippetti, ex compagna di Piketty, nominata portavoce.
Le due Cagé, 33 anni compiuti due giorni fa, sono nate nel Sud da una famiglia della classe media (padre impiegato, madre casalinga), e sono riuscite a prendere quell’ascensore sociale che anche in Francia è spesso bloccato. Nel 2005 le gemelle di Marsiglia sono state ammesse al concorso per entrare alla Normale Superiore di rue d’Ulm a Parigi, il livello più alto dell’istruzione universitaria francese.
«Quasi tutti gli esaminandi si conoscevano tra loro perché provenivano dallo stesso ambiente, i grandi licei parigini. Noi no, ma Julia è stata così brava al suo primo orale che il giorno dopo, per il mio esame di matematica, c’erano 60 persone a guardare. Eravamo un po’ come degli animali da circo», ha raccontato Agathe Cagé all’ Obs.
Le sorelle sono passate entrambe, e alla fine della Normale Julia si è diplomata a Harvard e a Parigi con una tesi sui media (il futuro Nobel Jean Tirole era in commissione), mentre Agathe è entrata all’Ena e poi al ministero dell’Educazione nazionale, dove oggi è consigliera di Najat Vallaud-Belkacem.
Julia Cagé si è occupata a lungo di uno dei temi del momento, ossia il futuro dell’informazione tra nuovi modelli di business e delegittimazione da parte dei politici, da Donald Trump a François Fillon. Il suo saggio «Salvare i media. Capitalismo, crowdfunding e democrazia» è stato tradotto e venduto con successo in molti Paesi (in Italia da Bompiani), pur senza toccare le vette del marito, sposato nel 2014.
Nella corsa all’Eliseo, Julia ha il compito di consigliare e sostenere Hamon quanto alla sua proposta centrale, ovvero il reddito universale da garantire a tutti i cittadini come risposta alla rivoluzione tecnologica e alla scarsità di posti di lavoro provocata (anche) dai robot. «Entro un mese avremo la cifra di quanto costa – dice Julia Cagé —, in ogni caso molto meno dei 400 miliardi evocati da molti».
Thomas Piketty invece è stato nominato consigliere per l’Europa. È sua l’idea, fatta propria da Hamon, di rendere più democratica la zona euro con un Parlamento e un ministro delle Finanze unico, per rinegoziare – o cancellare – i debiti pubblici abbandonando il rigore imposto da Berlino.
Dopo avere vinto a sorpresa le primarie, l’ex outsider Hamon si affida a questa squadra serrata anche per conquistare l’appoggio degli ecologisti e della sinistra radicale di Jean-Luc Mélenchon: se ci riuscisse potrebbe in teoria salire oltre il quarto posto e il 14% che gli attribuiscono oggi i sondaggi, scavalcare Fillon e Macron, e affrontare infine Marine Le Pen nella sfida del 7 maggio.