il Fatto Quotidiano, 20 febbraio 2017
Ma mi faccia il piacere
Scissi dentro. “Bersani ai renziani: fermatevi” (Il Messaggero, 17.2). “Appello di Renzi: non andatevene” (Corriere della sera, 17.2). “Renzi: ‘Evitare scissioni, venite al congresso’” (la Repubblica, 17.2). “Una rottura adesso è incomprensibile” (Dario Franceschini, Pd, ministro dei Beni Culturali, ibidem). “Merola: ‘Ridicolo il divorzio per il congresso’” (ibidem). “Pisapia: ‘Sciagurato dividersi’” (la Repubblica, 19.2). “Siamo a un passo dalla soluzione” (Michele Emiliano, Pd, governatore della Puglia, 19.2). Quindi questa benedetta scissione chi l’ha voluta? Sta’ a vedere che è stata la Raggi.
Dal libro del profeta Piero. “Chi abbandona il Pd non avrà vita facile con il Paese” (Piero Fassino, Pd, 19.2). Quindi gli scissionisti hanno un radioso futuro.
Senti chi parla. “Gli avversari di Matteo specializzati in giravolte” (Ettore Rosato, capogruppo Pd alla Camera, la Repubblica, 13.2). Tipo quelli che erano nella Dc, poi nella Margherita, poi nel Pd con Franceschini, poi con Renzi. Tipo Rosato, insomma.
Movimento 5 Satana. “Il caso Raggi? Non sono raggi di sole. È una vicenda imbarazzante per l’Italia e per il M5S, un disastro di proporzioni inimmaginabili. Il M5S si presenta come l’emblema della trasparenza nel dibattito pubblico, ma è diventato una specie di setta satanica” (Vincenzo De Luca, Pd, governatore della Campania, Lira Tv, 3.2). Pare che sgozzino addirittura i loro figli. Lui invece li fa assessori.
Vade retro Satana. “In troppe realtà siamo un partito che sconsiglierei a mia figlia dal frequentare” (Gianni Cuperlo, deputato Pd, la Repubblica, 13.2). La ragazza rischia di ritrovarsi candidata da qualche parte senza saperlo.
A.A.A. Cercasi. “Mo’ fa’ conto quello che penso io, che rimane veramente fra noi, poi lo utilizzi: un anonimo che ti ha detto… Cioè questi erano amanti” (Paolo Berdini, assessore all’Urbanistica del comune di Roma, La Stampa, 10.2). “‘Salve, vuole fare l’assessore?’. Casting grillino tra gli urbanisti” (la Repubblica, 17.2). Possibilmente muti.
Mangiache? “Dobbiamo essere orgogliosi delle nostre identità locali, settentrionali e meridionali, mangia-nebbia e mangia-patate… Anzi patate è meglio di no, scusate: ho capito solo ora” (Graziano Delrio, Pd, ministro dei Trasporti, 13.2). Si fa ma non si dice.
Privée. “In privato Matteo mi abbraccia, dice che ho ragione io. Poi in pubblico fa un po’ lo sbruffoncello, ma ormai lo conosco” (Silvio Berlusconi, la Repubblica, 12.2). Il guaio è che lo dice pure in pubblico.
Interessi. “Forza Italia vuole andare al voto quanto prima e Silvio Berlusconi, come sempre, fa prevalere gli interessi del Paese rispetto ai propri” (on. avv. Prof. Niccolò Ghedini, Libero, 12.2). Uahahahahah.
Insaputismi. “Napoli, l’inchiesta sui candidati ‘involontari’: indagato il compagno della Valente” (Corriere della sera, 16.2). “C’è una nuova polizza per Raggi. Il sospetto: manovre per incastrarla” (Corriere della sera, 16.2). “Le prime conclusioni dell’indagine interna della polizia francese sul presunto ‘stupro deliberato’ ai danni del giovane di colore Theo, fermato ad Aulnay-sous-Bois e gravemente ferito dopo essere stato sodomizzato con un manganello, indicherebbero che si sia trattato di un incidente e non di un gesto intenzionale” (Askanews, 9.2). Si sa come sono queste candidature, queste polizze e questi manganelli: s’infilano sempre dove meno te lo aspetti.
Rondolingua. “La prima pagina del Fatto reclamizza un ‘saggio-denuncia’ autoprodotto con un titolo a caratteri cubitali: ‘Gentiloni sta sereno: i ministri il vitalizio ce l’hanno garantito’… Chiunque, a cominciare dal Fatto, è libero di dire e scrivere e sostenere ciò che vuole. Ma esiste anche la libertà di chiamare le cose con il loro nome: e questa cosa qui – la delegittimazione sistematica della democrazia rappresentativa – ha un solo nome. Si chiama fascismo” (Fabrizio Rondolino, Unitatv.it, 7.2). Eja eja trallallà.
My love in Taormina. “La Franzoni condannata a pagare 400 mila euro a Taormina” (La Stampa, 17.2). Ce l’aveva messa tutta per farle avere l’ergastolo.
Il titolo della settimana/1. “Più 0.9% il Pil nel 2016: la crescita italiana meglio delle previsioni” (Il Messaggero, 15.2). “Il Pil del 2016 migliore del previsto: +0,9 per cento” (Repubblica.it, 14.2). Siamo solo gli ultimi d’Europa, anche dietro la
Grecia. Poteva andar peggio, dài.
Il titolo della settimana/2. “C’è vita nel Pd. E anche interessante” (l’Unità, 14.2). Vi prego, fate di tutto per salvare l’Unità: ne va del futuro della satira.