Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  febbraio 19 Domenica calendario

In Piemonte una famiglia non fa spesa da alimentare da anni: «La nostra cascina è come l’Arca di Noè con filiera a metri 0»

Potesse viaggiare nel tempo. il biblico Noè sarebbe stupefatto di quanto Elisa Gastaldi e il marito Luca Benicchi hanno saputo riprodurre nel secondo millennio. In effetti, la loro cascina «Impero», un angolo di azzurro nella campagna di Castelnuovo Scrivia, ultimo lembo di Piemonte prima della Lombardia, è una mini arca di Noè di animali e vegetali autoctoni quasi completamente autarchica al punto che i proprietari ormai non fanno più la spesa alimentare da tempo immemore.
«Abbiamo creato la nostra fattoria proprio per tornare alle origini ma non volevamo fare il “solito” museo del tempo che fu. Volevamo – spiegano Luca ed Elisa all’unisono mentre ti accompagnano nel loro piccolo mondo solo in apparenza antico – fare i contadini, cioè i custodi della memoria di questa terra coltivando prodotti autoctoni in via di estinzione sfruttando le tecnologie moderne». Un obiettivo centrato al primo colpo perché la loro Elilu (acronimo dei loro nomi) o agricoltura da circo è un inno alle biodiversità: in pochi ettari si trovano 350 tipi di vegetali alcuni molto rari altri quasi spariti come il gualdo (un’erba usata dal «signor Lewis» per colorare i jeans), l’elicriso (un po’ il curry made in Italy) e tante altre piante da frutto che permettono all’agriturismo collegato (Mangià ad campagna) di offrire qualità diverse dello stesso frutto per tutta la stagione.
Se il mondo vegetale è importante (lo si capisce dalle pannocchie multicolori e multiqualità frutto degli incroci naturali realizzati nei campi dai due padroni di casa), non da meno è quello animale perché le bestie allevate da Elisa e Luca sono frutto della tradizione, come la mucca Tortonese o la Cabanina, le galline bionde piemontesi o il maiale nero di Garlasco, rappresentato da una scrofa che farebbe impallidire la mamma di Peppa Pig tanto è dolce e socievole.
Elilu non è però la solita rappresentazione bucolica che richiama il mondo dei Quaccheri: in pochi metri quadrati di cascina, i proprietari hanno lavorato semenze e frutti antichi con mezzi moderni, come i silo che contengono il grano San Pastore (cereale ormai raro) che sfruttano il principio dell’azoto liquido. O come il biodigestore che trasforma in acqua ai limiti della potabilità quella di fogna, perché l’acqua è un bene prezioso e per renderla migliore ad Elilu si è costruito un potabilizzatore di nuova generazione che rende più buona quella attinta dai pozzi, un po’ come i pannelli solari sul tetto che garantiscono autonomia energetica per l’attività della cascina, dove un ruolo importante è rappresentato da una filiera «a metri 0»: senza uscire dall’edificio si passa dalla stalla alla rivendita attraversando ambienti sterilizzati e puliti, quasi asettici, dove si creano il formaggio, il pane o il gelato.
L’orgoglio di Elisa e Luca (lei storica dell’arte, lui ormai ex esperto di marketing del territorio) è però la Scuola di multifunzionalità agricola familiare: «In pratica insegniamo ad altre famiglie il nostro percorso per riprodurre il nostro modello», spiegano i due giovani all’ombra di una Madonna del Grano la cui cappella è stata realizzata da un maestro d’ascia locale con una trave del tetto di una cascina a metà strada tra il Novecento di Bernardo Bertolucci e una location proveniente dal futuro. In realtà sono i tempi moderni dove sono i giovani a portare avanti le tradizioni dei vecchi.