ItaliaOggi, 18 febbraio 2017
Dopo Roma, altro stadio per il M5s
È la politica da stadio. Dopo la possibile costruzione del nuovo impianto della Roma, che ha portato alle dimissioni dell’assessore all’Urbanistica della giunta di Virginia Raggi, Paolo Berdini, M5s lancia un nuovo progetto: il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, cerca imprenditori per modernizzare e valorizzare lo stadio Picchi e l’area che lo circonda.
Nogarin prende spunto dal Friuli di Udine: 20 mila posti, interamente coperto, con spazi commerciali sul modello degli impianti inglesi che possano attirare gli investitori. Costo: circa 30 milioni di euro. L’idea del grillino non è nuova: prima di lui, a studiare un piano per la nascita della Cittadella dello sport, datato 2002, erano stati i sindaci Gianfranco Lamberti e Alessandro Cosimi.
Il progetto è rimasto negli archivi del Comune sino alla scorsa settimana, quando Nogarin, a 15 anni dalla prima proposta, è tornato a parlare del nuovo stadio. «Siamo andati in giro a presentare proposte a grandi asset imprenditoriali», ha spiegato l’esponente di M5s al Tirreno, «con una bozza di piano tecnico finanziario per il nuovo impianto che prevede una media di costi di circa 1.400 euro a seduta, per 20 mila persone, tutto coperto».
A differenza di Roma, in cui lo stadio è diventato un caso politico, Nogarin, a Livorno, ha chiesto un contributo di idee a tutti i partiti. «Si sfiorano i 30 milioni d’investimento», ha sottolineato. «In questo modo, si ricava anche molto spazio commerciale, da intendere come attività sinergica rispetto a quella principale, ovvero il calcio».
Il sindaco ha interpellato il Coni e alcuni gruppi imprenditoriali, che si sono detti interessati all’operazione sullo stadio Picchi. «Ci siamo mossi valutando una serie di problemi, per esempio quelli dei parcheggi, che potrebbero essere a servizio del lungomare e della pedonalizzazione, non solo legati allo stadio». A tal proposito, l’esponente della lista Futuro!, Giovanna Cepparello, ha parlato di possibili speculazioni edilizie che Nogarin ha subito smentito.
Il Comune non ha le risorse necessarie per accollarsi interamente la spesa per il nuovo impianto e la zona circostante. Per questo, Nogarin ha interpellato diverse realtà imprenditoriali che, per il momento, non sono ancora uscite allo scoperto, protette anche dal sindaco: «Non farò mai i nomi perché sarebbe scorretto».
Il restyling dell’area dello stadio Picchi riguarderebbe i palazzetti e la pedonalizzazione. «Alcuni di questi asset», ha precisato Nogarin, «vanno valorizzati dando loro una connotazione urbanistica, con una pedonalizzazione integrale e pavimentata in modo differente rispetto all’asfalto attuale».
Lo scorso marzo, sempre per lo stadio Picchi, sui social network era comparso un progetto, con tanto di rendering, elaborato da uno studio di Ascoli. «Lo stadio, da 20mila posti coperti», si leggeva, «poggia su una piastra servizi che si sviluppa su due livelli, dove negozi, spazi fitness, zone ristoro, aree vip e uffici del Livorno Calcio si alternano, rendendo l’intero impianto vivo e produttivo tutti i giorni della settimana».
Nonostante le analogie, quella non era la proposta che aveva in mente Nogarin. Il quale, a differenza di quel che sta accadendo a Roma con Raggi, pare voler procedere con convinzione e col supporto di tutti. Questioni di vedute della politica da stadio.