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 2017  febbraio 17 Venerdì calendario

«Rinviati i divieti per abusivi e noleggi». La rivolta dei taxi manda in tilt le città

ROMA Protesta selvaggia di migliaia di tassisti in molte città italiane contro un emendamento al decreto «Milleproroghe» che secondo loro contiene un pacchetto di misure che spianerebbe la strada alle multinazionali come Uber (l’app che fornisce un servizio di trasporto automobilistico privato). In particolare, la norma rinvia al 31 dicembre prossimo l’emanazione di un decreto che regolamenta il settore di taxi e noleggio con conducente (Ncc). Il decreto, varato ieri dal Senato, ora approda alla Camera dei deputati che lo deve approvare entro febbraio.
I titolari delle auto bianche, temendo la concorrenza scorretta dagli Ncc, ieri hanno lasciato vuoti i parcheggi degli aeroporti di Fiumicino e Ciampino e in migliaia si sono radunati vicino alla sede del Senato. Così negli scali capitolini tutti i passeggeri sono stati costretti a usare bus navetta (messi a disposizione gratis da Adr) e treni locali per raggiungere la città. Proteste a Torino e Firenze mentre a Milano qualche uovo è stato lanciato nei pressi della Stazione Centrale contro Ncc.
Sulla rivolta dei taxi è intervenuta l’Autorità di garanzia per gli scioperi che ha scritto alle organizzazioni sindacali di categoria «eccependo la violazione della legge sull’esercizio del diritto di sciopero». I sindacati sono stati invitati «a porre in essere le iniziative idonee a far cessare ogni disservizio affinché i propri iscritti rispettino scrupolosamente le previsioni contenute nella legge». Inoltre l’Authority ha chiesto informazioni ai prefetti sulla vicenda perché per legge uno sciopero deve essere comunicato con almeno 10 giorni di preavviso. La protesta è finita solo con la convocazione al ministero dei Trasporti delle sigle sindacali per il 21 febbraio. E lo stesso ministro, Graziano Delrio, ha fatto notare: «L’emendamento è stato approvato, ma adesso apriamo un tavolo e vediamo come ragionare. Dobbiamo fare un quadro complessivo, per discuterne insieme con coloro che questo lavoro lo fanno. Cerchiamo di trovare un quadro che possa migliorare la situazione». Il ministro ha poi sottolineato, senza citare Uber, che «la modernità non può cancellare posti di lavoro e investimenti». Tra i difensori dei tassisti, Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia: «Il Garante per gli scioperi minaccia i tassisti, ma lo sa che l’emendamento contro i tassisti è stato inserito in maniera truffaldina e improvvisa, senza alcun confronto con le categorie?».
Al centro di questa vertenza c’è un articolo (29 comma 1-quater) del decreto legge 207 del 2008 che ha introdotto rilevanti modifiche a una norma del 1992 sul «trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea». In altre parole queste regole fissano vincoli molto stringenti per le attività di noleggio con conducente (Ncc) limitandone l’esercizio dell’attività al territorio del Comune che ha rilasciato l’autorizzazione, come chiesto a gran voce dalla lobby dei tassisti. Per questo motivo sono subito emerse molte criticità, evidenziate anche dal Garante dei Mercato e dall’Autorità di regolazione dei Trasporti, oltre che dallo stesso ministero. Allora il legislatore ha deciso di congelare l’applicazione dell’articolo 29 in attesa che il governo emani un decreto di riordino del settore. Ma dal 2010 una legge-quadro non è mai stata neanche presentata. Contro Uber si schiera il segretario nazionale della Cgil, Susanna Camusso: «Ancora una volta, quando si devono mettere delle regole che rispettino la professionalità, si rinvia».