Corriere della Sera, 17 febbraio 2017
Ira di Raggi per la terza polizza: inaccettabile, denuncio Romeo
ROMA Si era scusato pubblicamente assicurando che avrebbe cambiato il beneficiario. Ma lo ha fatto soltanto per le due polizze aperte nel gennaio scorso: la terza polizza, accesa due settimane fa, è rimasta intestata a Virginia Raggi. E quando i magistrati gli hanno chiesto il motivo, Salvatore Romeo ha risposto: «Con i miei soldi faccio quello che voglio».
La reazioneIeri la sindaca ha reagito con rabbia alla notizia dell’ennesimo investimento finanziario a suo nome: «L’ho letto stamattina e sono la prima a voler capire cosa sta succedendo. È una vicenda che mi vede del tutto estranea, i miei avvocati stanno lavorando». Dopo poche ore la decisione: «È inaccettabile. Ne prendo totalmente le distanze e presenterò una denuncia». L’indagine è già in corso, anche se al momento non ci sono reati ipotizzati. Intestare una polizza a un’altra persona non è infatti un illecito, a meno che non serva ad occultare una “dazione” di denaro come contropartita, ma al momento la Procura non ha alcun elemento che vada in questa direzione. Per questo si effettuano altre verifiche patrimoniali su Romeo e si cerca di chiarire il mistero della cassetta di sicurezza – appoggiata a un suo conto corrente personale – svuotata il 19 dicembre dello scorso anno, due giorni dopo l’arresto per corruzione di Raffaele Marra.
«Gioielli di famiglia»Nell’interrogatorio del 9 febbraio scorso Romeo – indagato per abuso per la sua nomina a capo della segreteria – ha sostenuto di non saperne nulla: «Nel 2011 una mia amica aveva bisogno di una cassetta di sicurezza per custodire i suoi gioielli di famiglia e le ho concesso l’uso esclusivo della mia. Soltanto lei aveva le chiavi». Una spiegazione che gli inquirenti ritengono poco credibile anche perché la donna – una cinquantenne che non ha rapporti lavorativi con Romeo, né è una militante dei 5 Stelle – non avrebbe saputo fornire la descrizione di questi preziosi.
Il sospetto è che nella cassaforte potessero esserci documenti compromettenti per lo stesso Romeo. Il fatto che il contenuto sia stato prelevato subito dopo la cattura di Marra non viene ritenuto casuale ed è stato contestato alla donna. Lei ha negato qualsiasi collegamento: «Neanche lo sapevo». Una risposta che non ha fugato i dubbi e ora si stanno ricostruendo tutti gli accessi al caveau degli ultimi anni.
I tempiPriva di logica appare agli inquirenti anche la scelta di accendere una polizza per Raggi il giorno dopo la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati della sindaca e di Raffaele Marra per abuso d’ufficio nell’ambito dell’indagine sulla nomina di Renato Marra a responsabile del dipartimento Turismo del Campidoglio. Al momento due sono le ipotesi investigative: o lo ha fatto per dimostrare che era una prassi consolidata e quindi senza alcun secondo fine. Oppure, ed è la possibilità ritenuta più credibile, aveva l’intenzione di ricattare la sindaca o comunque di metterla in difficoltà. Ecco perché si rimettono in fila date e circostanze.
Il 25 febbraio Raggi comunica di essere indagata, il giorno dopo Romeo le intesta la polizza da 8 mila euro. Il 2 febbraio la sindaca viene interrogata, le contestano le due polizze accese nel gennaio 2016 per un totale di 33 mila euro. «Non ne so niente – risponde – sono sconvolta». Il giorno dopo chiede a Romeo di cambiare beneficiario. Lui si scusa e assicura che lo farà subito. Non fa alcun cenno all’esistenza di una terza polizza e anzi decide di lasciarla intestata a lei, nonostante sia ormai consapevole che nei suoi confronti sono stati avviati accertamenti patrimoniali.Fiorenza Sarzanini
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Da semplice travet a furbo calcolatore? E dopo la «caduta» Salvatore risulta in malattia
ROMA Indefesso lavoratore, folgorato dai 5 Stelle e amante degli investimenti a basso rischio. Oppure spietato calcolatore, «gargarozzone», per usare un suo termine, uomo «ingordo di potere». La trama del legal thriller capitolino s’infittisce. Salvatore Romeo cambia ogni giorno identità e complica la vita ai magistrati ma anche e soprattutto alla sindaca Virginia Raggi.
I 5 Stelle avevano appena finito di tirare un sospiro di sollievo, spiegando come le due polizze fossero una normalissima forma di investimento, quando le polizze intestate alla Raggi sono diventate tre. Con la terza, 8 mila euro, firmata subito dopo la notizia dell’invito a comparire della sindaca. Mistero. Via i panni da travet dell’accumulo finanziario, eccolo in quelli, tutti da dimostrare, di oscuro manovratore. Ma lo sdoppiamento di personalità dev’essere nel dna di Romeo. Il suo curriculum oscilla tra una sfilza di noiose competenze amministrative, contabili e gestionali e la passione per «paracadutismo civile, attività subacquea e velistica e studio del mercato borsistico».
Tra partita doppia e lanci nel vuoto, tra reportistica aziendale e azzardi borsistici, Romeo negli ultimi anni scala in fretta le vette del Campidoglio. Diventa uno dei «quattro amici al bar» della chat, triplica lo stipendio. Ma finisce in disgrazia. Sacrificato, malvolentieri, dalla sindaca, su ordine dei vertici. Fino alle ultime settimane, rocambolesche.
Le cronache riportano dichiarazioni che, ancora una volta, oscillano tra ingenuità naïf e messaggio trasversale. Sull’addio di Carla Raineri e Marcello Minenna spiega che sono errori comprensibili: «Era agosto, faceva caldo». Se la sindaca minimizza – «l’ora d’aria non si nega a nessuno» —, spiegando che è normale salire sui tetti del Campidoglio, Romeo la corregge, ingenuo o perfido: «Andavamo per le cimici. Lo sapevamo dal secondo giorno di governo».
Nella stessa intervista al Messaggero fa un esempio curioso, per sostenere la necessità di non pubblicare le chat private: «Se io le scrivo in una chat che sono innamorato di lei e viene pubblicato, la gente penserà che io e lei siamo amanti, anche se non è vero». Accade qualcosa di simile. Viene fuori che una polizza è motivata da «relazione sentimentale» con la sindaca. Paolo Berdini poi infierisce. Fino all’ultimo colpo di scena.
Il Solito Sospetto, l’intestatore seriale di polizze ora prova a tornare nell’ombra. Non esce di casa, al telefono rifiuta commenti. All’ottavo piano di via Ostiense 131, Dipartimento partecipate, colleghi e segreteria spiegano gentili che Romeo «è in malattia» e non si sa quando tornerà negli uffici dove è ripiombato, dopo l’ebbrezza dell’alta quota. Ha perso uno stipendio sostanzioso e il filo diretto con la Raggi. Che ora lo chiama «dottor Romeo» e annuncia denunce. La «relazione sentimentale» delle prime due polizze nella terza è diventata «rapporto affettivo».
Verso sera riproviamo. Romeo, scusi l’insistenza, neanche una parola? Circolano ipotesi che solo lei può chiarire. «Non mi faccia essere scortese». E riattacca. Giusto così, non si parla ad indagini in corso, non si fa spoiler sulla propria stessa trama.
Fulvio Fiano, Alessandro Trocino