Corriere della Sera, 17 febbraio 2017
Una sposa in fuga
Sunny la rossa è scappata di casa da tre settimane e non si trova. Era sempre stata una presenza tranquilla, occhi grandi e sorriso solare, come da nome. Finché un certo Thomas ha cominciato a tampinarla con veemenza, facendosi forza del consenso della famiglia, ma evidentemente infischiandosene del suo. A Sunny quel tizio invadente non piaceva. Voleva decidere da sola il proprio destino. In un Paese come l’America c’è chi lo considera un diritto acquisito.
Sunny abita a Norfolk in Virginia. Ignoriamo cosa ne pensi di Trump (a occhio non è il suo tipo, troppo veemente anche lui). Di certo non le piacciono i muri. Infatti ne ha scavalcato uno nel cuore della notte ed è sparita. Thomas è ancora stordito per l’affronto, mentre coloro che giurano di volerle bene le hanno messo alle calcagna di tutto: cani, droni, telecamere a infrarossi. Ma Sunny è una femmina offesa, maestra nell’arte della sparizione. Chi scappa per amore gode di ottima letteratura e lubrifica le ugole della retorica. Ma chi scappa da un amore, un amore imposto, tocca qualche corda rattrappita del cuore che ha a che fare col nostro bisogno insopprimibile di libertà. Sarà per questo che la fuga di Sunny la rossa ha miracolato la Rete, dove per una volta lo scambio di insulti ha ceduto il posto a un tifo da stadio. Perché deve essere chiaro a tutti che nessuno può obbligare una femmina a fare qualcosa che non le va. Persino quando, come nel caso di Sunny, è una femmina di panda.