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 2017  febbraio 16 Giovedì calendario

Niente da capire

Ma davvero, cari genitori, pensate che la soluzione sia “parlare di più con i vostri figli”? Ogni tanto qualche adolescente si suicida: in Italia capita meno che altrove, ma abbiamo l’abitudine di dare la colpa a qualche effetto collaterale dell’epoca in corso che a non comprendere, in realtà, sono più spesso dei genitori in ovvio ritardo culturale. Non è che gli adolescenti si suicidano più di un tempo, o per ragioni meno insondabili di un tempo: è cambiata solo la diffusione delle notizie, lo scalpore di un minuto, soprattutto la nostra pretesa di guarire da eventi sempre notiziabili (i suicidi, il bullismo, il disagio) come se fossero delle malattie, come se ci fosse un antidoto a “questa società”, signora mia. Non stiamo banalizzando, anzi, alla nostra epoca c’è da riconoscere un unicum: ma riguarda i genitori, non i figli. Riguarda il loro rifiuto di emanciparli dal focolare domestico, la loro rinuncia a essere controparte fisiologica di ragazzi che, da che mondo è mondo, si realizzano anche in opposizione ai genitori, strappando, reagendo ai genitori in un modo che sembra irreparabile. È normale che i figli talvolta non abbiano niente da dirvi, cari genitori. Perché siete genitori: non siete amici, fratelli, confidenti o complici. E neppure i garanti di una vita che paia un regalo, un diritto, un pezzo di carta: e invece è una durissima conquista.