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 2017  febbraio 16 Giovedì calendario

I tesori sotterranei

Grotte, miniere, cantine e rifugi: da Nord a Sud c’è tutto un mondo, buio e misterioso, da scoprire Dalle gallerie dove si estraeva l’oro ai piedi del Monte Rosa alla cattedrale di salgemma a Realmonte in Sicilia: ecco un piccolo vademecum seguendo l’ultima pubblicazione del Touring.
ITINERARI
Ma chi l’ha detto che una meta turistica deve essere sempre un posto luminoso? C’è invece una Italia misteriosa e affascinante che vive sotto terra e che merita sicuramente d’esser visitata. È fatta di grotte naturali, antiche chiese ipogee, cantine per vini e formaggi, gallerie e rifugi, insediamenti primitivi rupestri, modernissimi trafori alpini, necropoli e acquedotti. Al Touring Club Italiano va il merito della prima guida in assoluto alle Meraviglie sotterranee (224 pagine, 19,90 euro), appena arrivata in libreria. Gli autori Elena Bauer e Giovanni Caprara hanno censito 200 luoghi poco conosciuti, dalle caverne preistoriche alle moderne metropolitane, per raccontare «un mondo affascinante, suggestivo, spesso incantato, e un po’ nascosto; ricco di bellezze e di opere di ingegno, stratificate dall’antichità fino ad oggi».
ATTREZZATURE
Sfruttando i suggerimenti pratici della guida si può entrare in contatto con un arco vastissimo di dimensioni sotterranee: dalla più arcaica, come i siti rupestri di Papasidero in Calabria e Fumare in Veneto, ai siti archeologici poco conosciuti come l’anfiteatro romano sotto la Borsa di Milano o il criptoportico forense di Aosta; dalle grotte naturali come la Grotta Gigante vicino Trieste e la luminosissima Is Zuddas sarda, fino a quelle più avveniristiche, come la stupefacente scuola sotterranea Hannah Arendt di Bolzano o il laboratorio del Gran Sasso.
Armati allora di casco e lampade di emergenza, scendiamo negli inferi. Avete presente le miniere d’oro? Senza bisogno di andare nel vecchio west, in Piemonte è comodamente visitabile in 40 minuti, ai piedi del Monte Rosa, la Miniera d’oro della Guia, aperta nel 1710 e attiva fino al 1961. In autunno e inverno normalmente è chiusa e le visite si possono effettuare solo su prenotazione, cinque giorni prima e per gruppi di 15. (Info:www.minieradoro.it) Meno preziosa, ma questa ancora attiva, la grande miniera di talco in Val Germanasca, sempre in Piemonte. Dall’Ottocento si estrae nella zona una polvere cosmetica di eccezionale purezza. Circa 4 chilometri di grotte possono essere visitati a bordo di un trenino, né più né meno come quello dei sette nani di Biancaneve. Le visite riprenderanno il 18 marzo. (Info:www.ecomuseominiere.it) 
UNICITÀ
Altra miniera ancora sfruttata è quella del salgemma a Realmonte, in Sicilia, che si sviluppa per chilometri e chilometri all’incredibile profondità di 600 metri sotto il livello del mare. Nel 2000 a circa 60 metri sottoterra è stata realizzata una vera e propria cattedrale con tanto di acquasantiere, altari, sculture, statue, tutte rigorosamente di sale. Le visite sono consentite solo su prenotazione ed unicamente l’ultimo mercoledì di ogni mese. Al massimo 30 persone. (Info:0922 816244, 0922 816777) «Un’opera assolutamente unica nel mondo intero», garantisce la guida Touring.
ACQUA
Tantissime da Nord a Sud sono le ghiacciaie, i pozzi, le cisterne, gli acquedotti e i canali realizzati dalla mano dell’uomo. Un itinerario a tema sull’acqua affascinante ma attenzione durante il periodo invernale molte sono chiuse, meglio spostarsi in primavera. E prende il via da Bergamo con la fontana del Lantro, una cinquecentesca enorme vasca scavata sottoterra. Per il momento la fontana è chiusa per manutenzione straordinaria (Info: www.visitbergamo.it). Più a Sud, sotto il centro di Siena si snoda una rete di 25 chilometri di bottini (il nome dalle volte a botte) costruiti intorno al 1300. Interamente visitabile è il capolavoro di ingegneria idraulica di Fermo, nelle Marche: cisterne di età augustea perfettamente conservate sotto la città medievale. 
Roma è sicuramente capitale d’Italia anche per quanto riguarda acquedotti, cloache, cisterne. Quasi non ci si crede, ma alcune importanti fontane (quella di Trevi, i Quattro Fiumi di Piazza Navona, la Barcaccia in piazza di Spagna) sono ancora alimentate dall’acquedotto costruito a partire dal 19 avanti Cristo. Di quell’antico sistema sono visitabili l’Acqua Virgo, a pochi metri da Fontana di Trevi, e l’enorme cisterna delle Sette Sale sotto Colle Oppio con una capienza di 8 milioni di litri d’acqua. Ancora più grande (10 mila litri) la Cisternoni di Albano Laziale, divisa in cinque grandi navate sostenute da 36 pilastri. (Info:www.romasotterranea.it)
CAPOLAVORO
Ma la più grande cisterna antica in assoluto è in Campania, la piscina mirabilis di epoca augustea nel comune di Bacoli: sembra un tempio con una pianta rettangolare di 70 m di lunghezza e 25 di larghezza, con il soffitto a botte a 15 m di altezza, retto da 48 imponenti pilastri cruciformi. (Info: 333 573 0225).
Il lungo itinerario nei corsi sotterranei, passando per la Puglia, merita infine la sosta in Sicilia. A Palermo si può scendere nei qanat, parola araba che descrive i canali sotterranei costruiti secondo una antica tecnica persiana per portare l’acqua dal sottosuolo alla superficie. Secondo il Touring, i qanat palermitani sono i più belli d’Italia. (Info: www.palaermoviva.it)E ad Agrigento c’è un complesso ipogeo di 17 chilometri totali a 30 metri di profondità sotto i templi, risalente al 480 avanti Cristo, quando Akragas era la più sviluppata delle città della Magna Grecia.