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 2017  febbraio 15 Mercoledì calendario

Se non vai non vendi: chiamatelo Effetto Fazio

Domenica sera Fabio Fazio ha in qualche modo innovato se stesso, e la grammatica della televisione italiana. A Che tempo che fa è andata in onda la promozione della concorrenza: sono stati intervistati Barbieri, Bastianich, Cannavacciuolo e Cracco, i quattro giudici di Masterchef, il programma di cucina fiore all’occhiello di Sky. Quella di quest’anno, ha detto Fazio, “è l’edizione più vista di sempre”. Un grande successo di una rete rivale. Che c’azzecca Masterchef con Rai Tre? Niente. E che c’azzecca con Fabio Fazio? Hanno la stessa casa di produzione: Masterchef e Che tempo che fa sono trasmissioni della Endemol.
Sempre domenica sera, è andata in onda una bella chiacchierata con Massimo Gramellini, editorialista storico della Stampa appena passato al Corriere della Sera: dopo esser stato depositario di una rubrica nel programma di Fazio per diversi anni, Gramellini è tornato nelle vesti di ospite per promuovere se stesso e la sua nuova avventura giornalistica. Che tempo che fa porta bene: i libri di Gramellini avevano iniziato a diventare best seller proprio in coincidenza dell’inizio della sua avventura televisiva su Rai Tre. Un mese fa era toccato a Giovanni Floris. L’ideatore di Ballarò, ora stabilmente a La7, il 15 gennaio ha presentato il suo libro nel salotto domenicale della rete in cui era di casa. Non tutti hanno apprezzato. Il deputato del Pd Michele Anzaldi ha presentato in commissione di Vigilanza Rai un dossier contro Fazio e il suo potentissimo agente Beppe Caschetto. Con la seguente contestazione: il conduttore di Che tempo che fa è in conflitto d’interessi; usa la sua trasmissione per fare pubblicità agli uomini della scuderia Caschetto. L’elenco di Anzaldi cita anche le due ospitate di Pif e Fabio Volo, quelle di Roberto Saviano, Miriam Leone e Alessia Marcuzzi.
Insomma, la tirannia gentile di Fazio nei confronti dell’industria culturale italiana sembra esser scivolata verso una gestione allegramente autarchica: il conduttore offre la sua vetrina a chi vuole; ai collaboratori storici, ai compagni di scuderia, e pure alla concorrenza.
Ma se Fabio Fazio è diventato Fabio Fazio, ovvero una sorta di impresa individuale all’interno del servizio pubblico, ci devono essere almeno un paio di buone ragioni: primo, la sua trasmissione funziona, e va in onda con profitto dal lontano 2003. Secondo: è riuscito a trasformatare Che tempo che fa nel più potente strumento di promozione culturale del sistema informativo italiano. Di qui passano tutti i top player delle classifiche, da sempre: Carlo Rovelli, Chiara Gamberale, Giorgio Faletti, Andrea Camilleri, Paolo Giordano, Cristina Chiperi, Carlo Lucarelli. Gli internazionali: Johnatan Franzen, Günter Grass, Daniel Pennac, Emmanuel Carrère (l’elenco non può essere esaustivo). E i musicisti. Ultimo della lista, il vincitore di Sanremo, Francesco Gabbani. Finita l’esibizione, Fazio gli ha già dato un altro appuntamento: tornerà subito dopo l’uscita del disco. Non è un’ipotesi, né è previsto rifiuto: è un dato di fatto.
Si chiama “effetto Fazio”. Con diversi livelli di consapevolezza, l’hanno introiettato tutti: uffici stampa e uffici marketing; autori, registi e musicisti; negozianti e librai. Qualcuno ha provato a metterlo in numeri, descrivendo impennate impressionanti: il portale di informazioni editoriali ibuk.it nel 2011 ha calcolato che alcuni degli scrittori passati da Fazio hanno visto le loro vendite moltiplicate per 8 nei primi giorni dopo la trasmissione. Non bisogna essere per forza autori affermati o penne raffinatissime: per esempio Una storia di destra di Italo Bocchino (l’ex delfino di Gianfranco Fini) ha venduto il 35% delle sue copie complessive nella settimana successiva all’ospitata a Che Tempo che fa. Anche l’Associazione italiana editori ha tentato di codificare “l’effetto Fazio” nel 2013, in uno studio presentato al Salone internazionale del libro. L’oggetto della ricerca era il confronto (piuttosto impietoso) tra la capacità d’influenza dei blog letterari e quella di Che tempo che fa. L’autore è Giovanni Peresson: “Da allora – dice oggi – il dato non è più stato aggiornato, ma continua a vedersi a occhio nudo. Innanzi tutto sulle librerie, nelle quali avviene ancora il 72, 73% del totale delle vendite: i libri presentati la domenica su Rai Tre, il lunedì in genere sono in vetrina”.
“La grande qualità di Fazio – racconta un ex dirigente di Rcs – è l’empatia: con le marchette non si vende, lui invece dà l’impressione di aver letto davvero il libro di cui parla. Ormai non deve più nemmeno chiamare gli ospiti: sono gli uffici marketing che cercano lui, nel 100 per 100 dei casi”.