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 2017  febbraio 15 Mercoledì calendario

Il magazzino che porta voti: così Amazon seduce la politica

Passo Corese, giovedì scorso. In questa frazione di Fara in Sabina, 30 chilometri fuori Roma e in mezzo alle colline, c’è una struttura di 60mila metri quadrati. Grigia, squadrata, strisce gialle che sono il colore della società. Mentre i responsabili della comunicazione e dei rapporti istituzionali di Amazon accolgono i giornalisti, guidano i vertici e li aiutano a districarsi tra autorità a diversi livelli (ci sono il giovane sindaco di centrodestra di Fara Sabina, Davide Basilicata, il presidente del Lazio Nicola Zingaretti, il ministro delle infrastrutture Graziano Delrio), betoniere e camion si muovono attorno al capannone. Scaricano sabbia e cemento tra operai e una comitiva di studenti che osserva e immagina la futura catena di smistamento merci. Si capisce subito che Amazon ha un piano non dichiarato: passare, in Italia, dall’essere ‘il gigante dell’e-commerce’ e del web al gigante del commercio e dei posti di lavoro, conquistando società civile e fette di mercato, nonostante i bassi profitti che l’azienda stessa ammette: “Sono rimasti bassi considerati i pesanti investimenti e il fatto che la vendita al dettaglio sia un’impresa altamente competitiva con un basso margine di guadagno”. Si vende spesso a prezzi scontati per indebolire la concorrenza (i maggiori profitti derivano dalla divisione dei servizi web), come quella del cinese Alibaba, intenzionato a realizzare un maxi stabilimento nel piacentino.
“Grazie alle amministrazioni”
Passo Corese, comunque, va a due velocità: da un lato l’efficienza del cantiere per riuscire a consegnare entro l’autunno il secondo centro di distribuzione in Italia, dall’altro la presentazione mediatica dell’evento che deve far conoscere il progetto e raccontare come Amazon sia pronto a dare un posto di lavoro a oltre 2mila persone, a scendere tra i cittadini, a lavorare con le comunità locali e, soprattutto, a continuare a investire in Italia. Fisicamente. “Il potenziale italiano è difficile da stimare – ci spiega Roy Perticucci, vicepresidente operativo di Amazon in Europa – Qui si è ancora agli inizi dell’e-commerce, è una piccola fetta della domanda nazionale del consumatore”. Se in Germania e in Francia copre infatti il 15 o il 20 per cento, in Italia si è fermi all’8. “Ma sono ottimista – dice Perticucci – altrimenti non saremmo qui”. Che lo sia è chiaro: dal 2011 (quando la società di Jeff Bezos ha aperto il primo centro a Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza, con 100mila metri quadri e almeno mille persone al lavoro) in Italia sono stati investiti 450 milioni di euro, 150 solo nell’ultimo anno. “Abbiamo annunciato l’apertura di due magazzini in soli quattro mesi, uno di 60mila metri quadrati e uno di centomila”, continua Perticucci. Ovviamente, con il supporto delle amministrazioni: “Cerchiamo di lavorare insieme ai responsabili, non possiamo agire da soli”, risponde se gli si chiede quale sia per loro il limite del rapporto con le istituzioni. Oggi, ad esempio, il loro ex uomo di punta, Diego Piacentini, è consulente di governo per il digitale (posizione che in realtà potrebbe anche mettere in difficoltà l’immagine dell’azienda sul territorio) mentre il ministro Delrio, in apertura del suo discorso, non ha trattenuto il compiacimento : “Inviterei i manager di Amazon alla direzione del Pd per mostrare cosa significhi fare gioco di squadra”.
E se si è ben voluti dalle amministrazioni, il resto arriva di conseguenza. “Il sindaco ci ha aiutato moltissimo in questo progetto – dice Perticucci – in diversi modi. E anche il presidente della Regione”. A novembre, in molti avevano attribuito proprio ad Amazon l’inaugurazione della bretella che collega la Salaria alla strada regionale 313: è quella di accesso alla struttura di Amazon. Dalla Regione, però, si erano affrettati a precisare che l’opera era stata “pensata molto prima dell’insediamento dell’azienda”. Tutto, mentre la provincia di Frosinone vedeva vincere quella di Rieti nella corsa per accaparrarsi la struttura: perdere è stato interpretato come una vera e propria sconfitta politica.
L’accelerazione per arrivare primi
Altra angolazione: sotto un gazebo, tra i container e il cemento, due bambini di scuola elementare mostrano al sindaco e a Perticucci i disegni che la loro classe ha fatto per Amazon. “Ci sono rappresentati i giocattoli che hanno comprato sul sito”, spiegano entusiaste le maestre. Lo step successivo è chiudere in una “capsula del tempo” gli oggetti più venduti e sotterrarla. “La dissotterreremo tra dieci anni” è la promessa. Amazon spinge a tutti i livelli, ha una visione di lungo periodo e il potenziamento della logistica ne è un elemento fondamentale. A dicembre, è stata annunciata l’apertura di un altro centro di distribuzione a Vercelli. Un investimento di 65 milioni di euro e la promessa di 600 posti di lavoro in tre anni. La crescita, secondo loro, dovrebbe fare il resto. “Nel 2016 – spiega Francois Nuyts, Amazon vice president e Country Manager per Italia e Spagna – le piccole e medie imprese italiane hanno raggiunto attraverso Amazon un fatturato export pari a 250 milioni di euro e, secondo le nostre stime, con questa crescita hanno creato 5700 posti di lavoro”. Di contro, ci sono le cicliche polemiche sulle condizioni di lavoro dei lavoratori nei magazzini che – da New York alla Germania – accusano attraverso stampa, manifestazioni e sindacati, clima intimidatorio, ritmi usuranti e sfruttamento.
Ci spiegano che i magazzini nascono in posizione strategica. “Li apriamo in base al flusso delle merci”. E per questo motivo, almeno per ora, il sud poco digitalizzato è escluso da investimenti imminenti e dal cosiddetto radicamento, cioè l’interazione e l’integrazione tra l’impresa e le diverse dimensioni del sistema territoriale, da quella economica, sociale e istituzionale a quella culturale e politica. Mentre sotterrano la capsula del tempo, si sente una frase sui Kindle, i dispositivi Amazon per la lettura degli ebook: “Presto li porteremo anche nella vostra scuola”. Li doneranno, come hanno fatto già in molti altri istituti d’Italia.