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 2017  febbraio 14 Martedì calendario

Sciopero a Rai Sport, crisi di ascolti e di costi

Nella Rai post-renziana, non c’è pace per l’informazione – “core business” del servizio pubblico – neppure per quella sportiva. Dopo le dimissioni di Carlo Verdelli da coordinatore editoriale e del suo numero due Francesco Merlo, ora è il turno di Gabriele Romagnoli, direttore di Rai Sport. E in questo caso, non è solo una crisi di ascolti, come ha denunciato la stessa assemblea di redazione bloccando il piano editoriale di Romagnoli e annunciando un “pacchetto” di tre giorni di scioperi che, dopo un incontro infruttuoso con il direttore, è stato confermato per le prossime settimane. Al centro della vertenza, c’è anche una malagestione che riguarda i costi e le spese della rete, con una serie di investimenti onerosi che non hanno prodotto risultati apprezzabili. Sulla testa del direttore, ex collaboratore di Repubblica, continua a pendere per di più la spada di Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità anticorruzione, che già nel settembre scorso aveva contestato sotto il profilo “etico e morale” la delibera del vertice Rai con cui sono stati assunti dall’esterno 21 dirigenti, tra i quali l’unico giornalista è proprio Romagnoli. Sul piano degli ascolti, le trasmissioni sportive messe in onda sulle reti generaliste risultano tutte in calo, a cominciare dalla storica Domenica sportiva. Per il resto, anche Novantesimo minuto condotto da Paola Ferrari, moglie di Marco De Benedetti (già amministratore delegato dello sponsor Tim) e nuora del patròn del gruppo L’Espresso, ha perso “share” rispetto al passato, nonostante il privilegio di trasmettere per primo in chiaro i gol della giornata. Entrambi i programmi, comunque, sono stati ridotti di 30 minuti, a danno dei cosiddetti sport minori che il servizio pubblico dovrebbe invece valorizzare. Un flop clamoroso è stato poi quello di Calcio champagne, ideato dal vicedirettore Marco Mazzocchi, assunto a suo tempo da Aldo Biscardi per il Processo del lunedì mentre il padre Giacomo – allora direttore di Telemontecarlo – assumeva il figlio di Biscardi, Maurizio, nella sua redazione sportiva. Sul fronte dei costi, una parte cospicua del budget di Rai Sport è stata assorbita dall’ingaggio dell’opinionista Mario Sconcerti, sottratto a Sky con un contratto di 200mila euro all’anno. Ma la scelta più stravagante di Romagnoli è stata quella di acquistare per 300mila euro un “magazine” preconfezionato dalle tv private del Chelsea e del Bayern Monaco, le due squadre straniere allenate rispettivamente da Antonio Conte e Carlo Ancelotti che nei propri Campionati giocano il sabato, con il vincolo però di trasmettere le loro partite non prima del martedì, tre giorni dopo che sono state disputate. E se la Rai vuole utilizzare le immagini delle gare o le dichiarazioni dei tecnici all’interno dei suoi servizi, deve acquistarle e pagarle a parte. Al momento, lo “share” del programma è inchiodato allo 0,2%. Per questo mese di febbraio, intanto, era stato annunciato da Romagnoli un nuovo settimanale intitolato Nazionali: quaranta minuti di interviste a protagonisti di vari sport, in seconda serata su Rai Tre. Ma la direttrice Daria Bignardi non vuole ospitarlo nel suo palinsesto e il progetto rimane perciò in “stand by”. Il sindacato interno denuncia, fra l’altro, che il programma è stato appaltato interamente a un “service” esterno (regista Alessandro Capitani, 6 filmaker), per un importo di circa 250mila euro. Tutto ciò accade a Rai Sport, mentre il piano editoriale del direttore prevedeva ai primi due punti l’impegno a “modernizzare” e “cambiare immagine”. Quanto alla modernizzazione, nel documento si legge che “l’attuale tecnologia risale al millennio precedente” e che “la digitalizzazione non è ancora arrivata”. Quanto all’immagine della rete, il giornalista-scrittore Romagnoli afferma solennemente che “prima ancora del linguaggio, a fare la differenza fra Rai Sport e i rivali a pagamento è quel che nel teleschermo si vede”. E nello stesso tono enfatico aggiunge: “Anche senza audio risalta una differenza. Di vivacità del colore, di profondità, luce”. Sarà forse per questo che adesso siamo obbligati a pagare il canone nella bolletta elettrica.