Corriere della Sera, 14 febbraio 2017
«Cambia il cuore di Parigi». Spunta un’isola di vetro a circondare Notre Dame
PARIGI Molti presidenti hanno cercato di lasciare una traccia nella Storia legando il loro nome a una nuova, grande opera architettonica di Parigi: Georges Pompidou e il museo disegnato da Renzo Piano, François Mitterrand con la Très Grande Bibliothèque, Jacques Chirac e il museo del Quai Branly. A tre mesi dall’addio all’Eliseo, François Hollande sembra sfiorato dalla stessa ambizione e promuove il rifacimento – entro il 2040 – dell’Île de la Cité, cuore di Parigi e della Francia intera. L’architetto Dominique Perrault promette di «trasformarla senza snaturare i suoi monumenti, creando un’isola di vetro su un’isola di pietra».
L’Île de la Cité, in mezzo alla Senna, è stata la culla dell’antica Lutezia, sede della corte reale fino a Carlo V e anche dei tribunali rivoluzionari sotto il Terrore. Ma dopo gli interventi del barone Haussmann nell’Ottocento, nessuno ha più pensato a organizzarla con una visione globale.
Gli uffici del palazzo di giustizia, la prefettura, l’ospedale Hôtel-Dieu (il più antico della capitale), il mitico Quai des Orfèvres sede della polizia giudiziaria si sono allargati in modo autonomo, senza un piano d’insieme. A differenza della vicina Île Saint-Louis, turistica certo ma abitata ancora da molti parigini, l’Île de la Cité è diventata un luogo per funzionari, o turisti. Questi ultimi fanno visite veloci alla cattedrale di Notre Dame, alla Sainte-Chapelle, alla Conciergerie, ma non si fermano se non per comprare paccottiglia in uno dei tanti negozi di souvenir. Resiste, addossata al palazzo di giustizia, la Place Dauphine (così chiamata in onore del «delfino» futuro re Luigi XIII), una delle più belle di Parigi.
«Ho voluto aprire un grande cantiere per il nostro Paese perché si tratta del cuore della Francia – ha detto il presidente Hollande a Le Monde —. La proposta dell’architetto Dominique Perrault e del presidente del Centro dei monumenti nazionali, Philippe Bélaval, ha il merito di rispettare la Storia e di aprire l’isola, nel momento in cui molte superfici stanno per essere liberate dal ministero della Giustizia e dalle altre amministrazioni. Questa “nuova“Île de la Cité può diventare un grande progetto urbano, culturale e turistico per i prossimi decenni».
Dopo un quinquennio a dir poco travagliato e la conseguente rinuncia a candidarsi per un secondo mandato, il presidente uscente adesso può almeno sperare che nei prossimi anni una «place Hollande» verrà inaugurata non lontano da Notre Dame.
Qui si concentra inevitabilmente l’attenzione: al posto del sagrato davanti alla cattedrale, verrà costruita una gigantesca lastra di vetro che farà luce sulle vestigia sotterranee di Lutezia.
Sulla Senna, accanto alla cattedrale, potranno attraccare i battelli e delle piattaforme galleggianti ospiteranno ristoranti e caffé come già accade sulla parte di Rive Gauche pedonalizzata dalla sindaca Anne Hidalgo.
Tra le 35 misure che verranno presentate oggi da François Hollande e che potranno essere valutate dai cittadini nell’ambito di una mostra che aprirà domani alla Conciergerie, c’è la chiusura al traffico della strada che costeggia il fiume, sostituita da una passeggiata nel verde, e due nuove passerelle pedonali che collegheranno l’isola al resto di Parigi.