ItaliaOggi, 14 febbraio 2017
Picasso è diventato urbi et orbi
Urbi et orbi. Da Parigi a Cipro, da Rouen a Malaga, il mondo celebra il successo, unico ed eterno, di Picasso, con una serie di mostre ed esposizioni.
Ad aprire le danze il Museo Picasso di Parigi, con una mostra, in programma dal 21 marzo al 3 settembre, dedicata a Olga Khokhlova, la prima moglie (russa) del maestro spagnolo.
Seguiranno poi, tra gli altri, Madrid, che celebrerà il 5 aprile gli 80 anni di Guernica al Museo Reina Sofia, e Barcellona, il prossimo inverno. E poi, come per tutte le star che si rispettino, una tournée in tutto il Mediterraneo, con una sessantina di esposizioni nei prossimi tre anni: da Malta a Cipro, da Izmir a Rabat, da Atene a Pompei.
Come spiegare questa fascinazione che sembra inossidabile? «Picasso ha conosciuto la celebrità e suscitato ammirazione già da vivo. Più di quarant’anni dopo la sua morte, brilla miracolosamente per la sua presenza», osserva Laurent Le Bon, presidente del Museo Picasso di Parigi. «Più che un miracolo, ci vedo un fenomeno, quello della modernità totale: Picasso, che non ha mai smesso di creare, dalla sua infanzia fino alla sua scomparsa, è l’artista per eccellenza, quello del rinnovamento perpetuo. Questa eterna giovinezza non cessava di strabiliare i suoi contemporanei, e oggi continua ad affascinare pubblico, artisti, critici. L’opera di Picasso si vive come un bagno di giovinezza per tutti gli amanti dell’arte e della cultura. È un artista contemporaneo».
Per Benoît Decron, direttore del Museo Soulages a Rodez, in Francia, Picasso «non è prevedibile né riducibile alla tale o tal altra opera, Si resta sempre sorpresi delle sue invenzioni plastiche.
Tutto sembra facile per lui, ma non si tratta di dilettantismo».
C’è da dire che Picasso incarna la figura del genio per eccellenza. Dipinge il primo quadro a otto anni, nel 1889. Entra alla Scuola di Belle arti a 15 anni, nel 1896. Nel 1900, a 19 anni, presenta una sua opera all’Esposizione universale di Parigi. Quando muore, nel 1973, ha 91 anni. E una carriera ininterrotta lunga quasi 84 anni. Ha vissuto tutte le rivoluzioni artistiche della fine del XIX e di gran parte del XX secolo, spesso essendone egli stesso il motore. Mai nessun artista ha, nella sua vita, sconvolto e arricchito continuamente il linguaggio dell’arte come ha fatto lui. Dalla pittura alla scultura, dal cinema al teatro, dal disegno alla fotografia, dalla ceramica alla danza e alla musica: nessun campo della creazione gli è sfuggito e ovunque ha primeggiato, inventato, ridefinito.
Una gallina dalle uova d’oro per i musei. Picasso offre una garanzia, spesso facile, di successo. Ma non sempre scontata. «È sempre più difficile trovare un nuovo angolo di approccio pertinente e originale», osserva Jérôme Neutres, responsabile della strategia e lo sviluppo per il Grand Palais di Parigi.
I musei devono raddoppiare la propria inventiva per cercare di non banalizzare un’opera così eccezionale. La sfida è grande. Resta da vedere se le decine di esposizioni in programma riusciranno a vincerla.