Il Sole 24 Ore, 14 febbraio 2017
Adele, gioiosa macchina da soldi della musica pop
«La musica è una matematica misteriosa», diceva Debussy.
Vale per la classica, ma anche per il pop. C’è una 28enne di North London che di musica ne mastica da quando era bambina, si buttò subito a fare la cantante e, in nove anni di carriera, ha messo in fila tre numeri: 19, 21, 25. Si chiama Adele Laurie Blue Adkins, meglio nota solo con il primo nome, i numeri sono i titoli dei tre album che l’hanno imposta come punto di riferimento del pop contemporaneo e soprattutto come pilastro di un’industria discografica da un decennio impegnata a reinventare se stessa.
Domenica notte Adele ha monopolizzato la cerimonia dei Grammy, portando via i cinque riconoscimenti più ambiti (Best Record of the Year, Best Song of the Year e Best Pop Solo Performance per il singolo Hello, Best Album of the Year e Best Pop Vocal Album per 25 più la palma di Producer of the Year Non Classical al suo produttore Greg Kurstin). Primo artista della storia ad aggiudicarsi i principali tre premi più di una volta e seconda donna a vincere per due volte il riconoscimento all’album dell’anno. Una «gioiosa macchina da soldi»: a fine 2015 il portale americano Celebrity Net Worth stimava il suo patrimonio in 125 milioni di dollari. Ma a novembre di quell’anno è cambiato tutto: è uscito 25, il suo terzo album affermatosi in Gran Bretagna come l’opera discografica dalle vendite maggiori nella settimana di lancio. Proprio lei che, inizialmente, con una scelta controcorrente non aveva dato la disponibilità per lo streaming gratuito del disco. Nel 2016 ha raccolto i frutti di quelle mosse: il disco ha superato la soglia delle 20 milioni di copie vendute avvicinandosi al successo di 21 che, con 35 milioni di copie, è undicesimo nella lista degli album di maggior successo di sempre. Ma è con i tour che la musica fa i soldi e il boom di 25 si è tradotto in quello dell’“Adele Live Tour 2016”, fortunatissima tournée che a maggio l’ha portata all’Arena di Verona per la produzione di D’Alessandro & Galli. I soli concerti dovrebbero aver generato un giro d’affari da 150 milioni di dollari. Quanto ha guadagnato Adele l’anno scorso? Si stima circa 185 milioni di dollari (174,6 milioni di euro), una cifra monstre nell’età della musica liquida e dello streaming.
Tutto molto diverso da quando, se ti piaceva un cantante, ti mettevi il cappotto e uscivi a comprarne il disco. Numero ancora più ragguardevole considerando che i primi tre dischi la cantante di Tottenham li ha pubblicati con l’etichetta indipendente XL Recordings, distribuita in Italia da Self e negli Usa da Sony Music. Major giapponese cui, a quanto pare, Adele sarà ancora più legata in futuro: a maggio circolava l’indiscrezione dell’offerta da 90 milioni di sterline che la Sony avrebbe messo sul piatto per portarsi in scuderia la popstar di Rolling in the Deep. L’artista sarebbe una pedina fondamentale per il progetto di scalata alla leadership del mercato musicale globale di Sony, dove ora domina la Universal controllata da Vivendi. Da allora nessuno ha smentito la trattativa. Anzi: le foto dell’aftershow dei Grammy, in cui Adele sfila con lo stato maggiore della multinazionale giapponese della musica, sono un’indiretta conferma di un closing già avvenuto ma non ancora ufficializzato. Roba da matematica misteriosa.
.Money, it’s a gas!
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