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 2017  febbraio 14 Martedì calendario

Pil 2017 fermo a 0,9%, rischi da banche e politica

L’economia italiana rimane drammaticamente lenta e fragile, secondo le ultime previsioni economiche della Commissione europea pubblicate ieri. L’esecutivo comunitario prevede una crescita dello 0,9% nel 2017 e dell’1,1% nel 2018. Sono le stime più basse di tutta l’Unione. Nella sua analisi della congiuntura, Bruxelles ha accolto positivamente l’impegno del governo di correggere la traiettoria dei conti pubblici entro aprile, ma nel frattempo ha rivisto al rialzo le sue stime di debito pubblico.
«L’incertezza politica e il risanamento lento del settore bancario rappresentano un rischio per la crescita economica», scrive la Commissione europea nel suo rapporto pubblicato ieri mattina qui a Bruxelles. «Ciò detto, non si può escludere un impulso più forte del previsto proveniente dalla domanda esterna». La presa di posizione sulla situazione politica giunge mentre in Italia la maggioranza governativa dibatte nervosamente di elezioni anticipate.
Le nuove previsioni di crescita sono più o meno in linea con le stime comunitarie dell’autunno scorso. In novembre, la Commissione prevedeva un’espansione dell’economia dello 0,9% nel 2017 e dell’1,0% nel 2018. Sempre in autunno, Bruxelles stimava il debito al 133,1% nei due anni. Le stime pubblicate ieri sono leggermente peggiori sotto questo profilo. L’esecutivo comunitario si aspetta un debito al 133,3% del Pil nel 2017 e al 133,2% del Pil nel 2018.
La questione delle finanze pubbliche è sempre delicata. La Commissione europea ha chiesto all’Italia di correggere l’andamento del bilancio 2017, adottando misure strutturali per lo 0,2% del Pil (si veda Il Sole 24 Ore di sabato). «L’esecutivo comunitario accoglie positivamente l’impegno pubblico del governo di adottare queste misure (…) entro aprile». Aggiunge Bruxelles: «Queste saranno prese in considerazione non appena sufficienti dettagli saranno disponibili per analizzarle».
La presa di posizione è fredda e distaccata, nonostante l’eccitabilità con la quale l’establishment italiano segue la vicenda. La Commissione deve decidere sulla base delle scelte politiche del governo italiano se aprire o meno una procedura per debito eccessivo. Un rapporto sull’evoluzione dell’indebitamento è previsto il 22 febbraio. A questa relazione dovrebbe essere associata – non necessariamente in modo contestuale – la decisione dell’esecutivo comunitario su una eventuale procedura.
«Noi incoraggiamo il governo italiano ad adottare queste misure – ha detto in una conferenza stampa qui a Bruxelles il commissario agli affari monetari Pierre Moscovici -, ma è assolutamente sbagliato parlare di ultimatum da parte nostra. Stiamo discutendo in modo costruttivo e positivo con le autorità italiane (…). Non c’è alcun ultimatum, vogliamo vedere quali saranno le misure». La parola ultimatum è un riferimento agli articoli fuorvianti di alcuni giornali nei giorni scorsi.
Sul fronte della congiuntura, la Commissione è dell’avviso che l’occupazione in Italia continuerà a crescere, ma non in termini di nuovi occupati quanto di incremento delle ore lavorate. In questo senso, nel futuro prevedibile la disoccupazione dovrebbe rimanere sopra all’11%. Sul fronte della zona euro, la Commissione ha rivisto al rialzo la crescita economica che dovrebbe essere dell’1,6% nel 2017, dall’1,5% in autunno, e dell’1,8% nel 2018, dall’1,7% in novembre.
In un comunicato, il vice presidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis nota che «la ripresa economica continua per il quinto anno consecutivo», precisando che «paesi con elevati deficit e debiti devono continuare a ridurre i passivi». Quanto alla possibile vittoria del leader del Fronte Nazionale Marine Le Pen nelle presidenziali francesi della primavera questa sarebbe, secondo il commissario Moscovici, «una tragedia per l’Europa e una catastrofe per la Francia».