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 2017  febbraio 04 Sabato calendario

Città galleggianti anti effetto serra

La nuova arca di Noè è una città galleggiante, stratagemma architettonico-urbanistico per reagire al cambiamento climatico e salvarsi dall’innalzamento del livello degli oceani. Così la pensano nella Polinesia francese, dove il governo pianifica di costruire delle isole artificiali. Il progetto esiste già, affidato alla non profit californiana Seastanding Institute (che vede tra i suoi fondatori anche Peter Thiel, il miliardario creatore di PayPal e sostenitore della campagna di Donald Trump) che, ha raccontato il New York Times, ha raccolto già circa 2 milioni e mezzo di dollari da un migliaio di donatori.
Il direttore esecutivo Randolph Hencken ha detto che i lavori potrebbero cominciare già nel 2018, a seconda di quello che verrà fuori dagli studi di fattibilità in corso, anche se il costo complessivo è ben più alto: oscilla tra i 10 e i 50 milioni di dollari. Il progetto prevede che le città galleggianti siano inserite in una specie di zona economica speciale, con acquacoltura, impianti eolici e pannelli solari. Le prime residenze, una dozzina, avranno però un prezzo accessibile solo per le classi medio-alte. Già nel 2014 Joe Quirk, portavoce del Seastanding Institute, aveva detto che il costo delle case nelle isole artificiali sarebbe stato simile a quello del mercato immobiliare di Londra o Parigi, ma secondo Hencken con il tempo i costi di produzione si abbasseranno e le case diventeranno più accessibili anche a fasce più basse. Nella Polinesia francese però non tutti salutano il progetto con favore: molti infatti manifestano scetticismo circa il reale impatto delle costruzioni sull’acqua.