la Repubblica, 12 febbraio 2017
Rosberg, criceti e furetti. Lo sport senza frontiere
Su Repubblica di venerdì, nella succosa intervista di Marco Mensurati, Rosberg paragonava la vita dei piloti di Formula 1 a quella dei criceti, sempre a girare su una ruota. Bello, ma cosa mi fa venire in mente? C’è un nesso con qualcosa che ho letto da poco (mumble mumble). Vado a sfogliare il mucchietto di ritagli. Eccolo qua, SportWeek della settimana scorsa: il rovescio della medaglia, ossia i criceti che imitano i piloti di Formula uno. Hamster racing si chiama lo sport, parola su cui ci sarebbe molto da discutere. In Inghilterra lo prendono sul serio: qualifiche, eliminatorie e finali sono trasmesse da Sky e dalla Bbc, i risultati pubblicati dal Sun e dal Daily Mail. Per quel che può valere essere pubblicati sul Sun (cogito, ergo Sun?). Scrive Sw che fu, nel 2001, una moria di cavalli dovuta all’afta epizootica a indirizzare sui criceti le agenzie di scommesse. L’Hamster racing, volendo, uno può organizzarla anche nel cortile di casa. Il criceto, che come tutti sanno è più piccolo di un cavallo, non ha bisogno di grandi spazi. Il campo di gara è rettilineo (per quanto intelligente, un criceto non può sterzare), è lungo 30 piedi (9 metri) e diviso in corsie. I criceti sono sistemati su automobiline a dimensione criceto, al cui interno c’è una ruota che tocca terra. Più il criceto s’impegna a correre nella ruota più l’automobilina avanza. Il record mondiale è di 38”. Ho guardato qualche gara e ho concluso che possono divertire solo bambini al di sotto degli otto anni. C’è il criceto che parte come una scheggia e poi si ferma vai a sapere perché, c’è quello che non vuole saperne di partire, c’è quello che correndo invade la corsia vicina. Niente paura, i giudici di gara lo rimettono dove dovrebbe stare. Si gareggia in due categorie che corrispondono a due specie di criceto: Dwarfs (in italiano criceto di Roborowsky) e Syrians (criceto dorato). E gli animalisti che fanno? Gli animalisti inglesi sono molto forti, non quanto le agenzie di scommesse però.
Ci può essere qualcosa di più grottesco, che coinvolga animali e si chiami sport? C’è. Si chiama Ferret-legging e consiste nell’infilarsi un furetto nelle braghe. Da tuta, come quelle del portiere dell’Ungheria Kiraly, perché il divertimento del pubblico sta nel seguire le mosse del furetto in quello spazio chiuso. Dalla zona delle gambe non può uscire, sono strette da legacci. Può riuscirci passando dalla zona lombosacrale, rimpicciolendosi, ma in questo caso viene rimesso dentro, non vale. È l’uomo che deve dire basta. Sembra che questo sport (per loro, si capisce) sia stato inventato dai minatori dello Yorkshire per dare prova di machismo. Un’altra spiegazione fa risalire l’usanza al periodo feudale, quando il popolo non poteva cacciare la selvaggina del sovrano o del potente di turno, pena la morte (cfr. “Geordie” di De Andrè) e i bracconieri occultavano il furetto nelle braghe. Spiegazione poco convincente: se conosci i furetti sai che denti aguzzi hanno, e ci sono posti meno rischiosi in cui nasconderli. Anche qui si scommette, ma non c’è l’attenzione mediatica riservata ai criceti. Ho visto qualche filmato e sono convinto che gli unici sobri fossero i furetti. Forse. La gara viene vinta dal concorrente che resiste più a lungo,stando sempre in piedi davanti alla giuria, al furetto gironzolante e, chissà mai, unghiante o addentante. Ci dev’essere un allenamento speciale: nel 1972 il record di resistenza era di 40”, nel 1977 era passato a 5’10” e dal 1981 appartiene a Reg Mellor di Barnsley, minatore in pensione, 66 anni, con 5’26”. Sempre che qualcuno non l’abbia superato negli ultimi giorni. Chi fosse interessato sappia che a Richmond, Virginia, ogni anno dal 2003 si svolge il campionato nazionale Usa. Anche qui, purtroppo, animalisti non pervenuti o sconfitti.
Vi spiace se si parla di criceti e furetti? Vi siete risparmiati i soliti predicozzi sugli strascichi di Juve-Inter, abbastanza penosi. Non ho visto errori scandalosi nella partita. Errori sì, scandalosi no. L’Inter ha sbagliato lamentandosi troppo. John Elkann ha sbagliato usando quei toni. Anche perché, quando è la Juve a perdere, pure loro strillano come aquile. La sola cosa che mi sento di ricordare a Rizzoli e ai suoi colleghi è questa: un vaffanculo è uguale per tutti e il giocatore che trascende va sanzionato indipendentemente dal colore della sua maglia, Juve e Roma sotto il profilo disciplinare valgono come Empoli e Chievo. Dopo si potrà discutere fino allo sfinimento (l’importante è sfinire) di contatti sospetti, di superficie corporea allargata, di fuorigioco millimetrico. Poi: il giudice sportivo ha stabilito che dare dell’ebreo ai tifosi avversari è acqua fresca. Sentenza estremamente pericolosa. Poi: in Inter-Lazio ululati contro Lukaku uditi da tutti, ma la curva interista non è squalificata. Se questa è tolleranza zero dite voi. Infine, messaggio a chi ha incendiato due auto del presidente del Pescara: grazie anche alla vostra imbecille violenza Sebastiani se ne andrà a fine stagione. Credete che ci sarà la coda per rilevare la squadra? Io no.