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 2017  febbraio 11 Sabato calendario

Conti, la magnifica ossessione del Cavaliere

LE VOCI, si sa, a volte raccontano pezzi di verità. Così anche se i rumors sul passaggio di Carlo Conti a Mediaset sono rimasti tali (di più, decisamente smentiti dal diretto interessato che ha sottolineato l’esistenza di un contratto che lo lega in esclusiva alla Rai fino al 2019, esprimendo allo stesso tempo la sua soddisfazione per essere parte della squadra dell’azienda di Stato), è vero anche che qualcosa di reale nelle voci c’è. I bene informati dicono che l’argomento “Conti a Mediaset” è all’ordine del giorno da diverso tempo nelle stanze di Cologno Monzese, per un motivo preciso: Silvio Berlusconi lo vorrebbe a tutti i costi.
Berlusconi è convinto che per riportare Canale 5 ai fasti di un tempo, non solo in termini di ascolti (garantiti peraltro da alcune delle sue star attuali: prima fra tutte Maria De Filippi, ma anche Paolo Bonolis e Gerry Scotti), ma soprattutto in termini d’immagine, la soluzione sia una soltanto: prendersi Carlo Conti.È vero, dunque, che non ci sono trattative in corso, e che i tentativi di comunicazione con il superconduttore Rai hanno avuto solo esiti negativi, ma questo non toglie che l’interesse di Berlusconi per Conti sia molto forte. Il Cavaliere ha bisogno di riportare Canale 5 nel cuore delle famiglie italiane, di riconquistare una centralità “culturale” che ha perso, nonostante i successi di De Filippi (che però fa partita a sé: sue produzioni sono già su altre reti), di Bonolis, più imprevedibile e meno “rassicurante”, o di Scotti. Secondo Berlusconi, Canale 5 avrebbe bisogno di un conduttore “ecumenico”, gradito al pubblico di tutte le età, volto riconoscibile di una rete rinnovata. Farne crescere uno in casa significa perdere del tempo, meglio provare a conquistare chi è già perfetto per il ruolo. E sul mercato c’è lui: Conti.
Tutto questo, però, si scontra con i progetti del conduttore, che ha poco da guadagnare nel passaggio sotto le bandiere di Mediaset. La storia insegna che il trasferimento da una rete all’altra non ha portato mai fortuna e che il tasto 1 del telecomando resta fondamentale nel consumo televisivo casalingo. Spostarsi, anche se di poco, in avanti sul telecomando potrebbe non essere saggio per Conti, che dopo i rinnovati successi sanremesi e la direzione artistica della radiofonia, ha in Rai una linea di credito infinita per nuovi progetti e programmi, potendo contare su un pubblico che lo segue fedelmente e che, invece, potrebbe non gradire il cambio di squadra.
Berlusconi però insisterà. Le voci non circolano a caso perché è proprio lui a parlarne con i fedelissimi e gli amici, convinto della bontà del progetto. E non sarà facile fargli cambiare idea.